domenica 18 marzo 2012

LAMPEDUSA: REVISIONE DEGLI ACCORDI ITALIA – LIBIA, PIENA ACCOGLIENZA PER TUTTI GLI IMMIGRATI CHE VOGLIONO RAGGIUNGERE L’ITALIA E L’EUROPA, LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE





LAMPEDUSA 18 MARZO 2012

REVISIONE DEGLI ACCORDI ITALIA – LIBIA

LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE

PIENA ACCOGLIENZA PER TUTTI GLI IMMIGRATI CHE
VOGLIONO RAGGIUNGERE L’ITALIA E L’EUROPA



L'ONU  CHIEDE PROTEZIONE PER GLI IMMIGRATI PROVENIENTI DALL’AFRICA

Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr  Alto Commissariato Onu per i rifugiati avverte che a Lampedusa siamo solo all'inizio di una nuova emergenza immigrati e chiede di ripristinare
Centri di Accoglienza.

«Penso che dobbiamo attenderci un nuovo significativo arrivo di persone che peraltro sono sempre più a rischio. Fino a quando ci sono situazioni di tensione in aree non lontane, come il Corno d'Africa, le persone cercheranno un posto sicuro dove andare. Dalla Somalia si continua a scappare, come da altri Paesi africani».  «È importante che il centro di primo soccorso e transito sia messo in grado di funzionare. Lampedusa deve tornare ad essere ritenuta porto sicuro come lo è stato fino a qualche mese fa».



Il SENATORE  MARCO PERDUCA CHIEDE AL GOVERNO DI  RIPRISTINARE LAMPEDUSA COME “PORTO SICURO”

"Se, come c'era da aspettarsi, col migliorare delle condizioni atmosferiche e col permanere di situazione conflittuali in molti paesi africani, come Somalia, Sudan, Etiopia ed Eritrea come la guerra civile in Siria ricominceranno le fughe dal nord Africa verso l'Europa, e vista la sentenza della Corte europea dei diritti umani del febbraio scorso, occorre che l'Italia dimostri di aver cambiato radicalmente le proprie politiche relative al rispetto degli obblighi internazionali derivanti dall'aver ratificato tutti i maggiori trattati sui diritti umani.

Tra le decisioni da rivedere deve esserci quella di dichiarare Lampedusa "porto sicuro", e in breve dotarla di strutture d'accoglienza dopo l'incendio che nel settembre scorso ha distrutto il Centro di contrada Imbriacola. Le rivolte dell'estate scorsa furono legate alla modifica della natura del centro, Lampedusa può essere agevole se e solo resta un centro di prima assistenza, proprio come era prima che il Ministro Maroni ne cambiasse destinazione d'uso nel gennaio 2009. I Ministri Cancellieri e Riccardi ci pensino per tempo prima di doversi trovare a nominare un altro commissario straordinario.
http://www.radicali.it/comunicati/20120318/immigrazione-perduca-governo-riveda-decisione-su-lampedusa-porto-non-sicuro

 

EVERYONE CHIEDE PROTOCOLLI  INTERNAZIONALI PER LA TUTELA DEI PROFUGHI E DEI DIRITTI UMANI

http://www.dazebaonews.it/dazebao-news/societa/everyone-group-diritti-umani/item/9292-immigrazione-servono-protocolli-internazionali-per-la-tutela-dei-profughi

Lampedusa, la stagione degli sbarchi è nuovamente iniziata, grazie alle condizioni atmosferiche che sono attualmente idonee per affrontare il "viaggio della speranza". 

La recente sentenza della Corte europea dei diritti umani, che ha condannato senza eccezioni le politiche italiane anti-stranieri e in particolare i respingimenti, hanno indotto le istituzioni e le autorità del nostro paese a un ripensamento rispetto al passato, anche se non pare che la pausa invernale sia servita per mettere a punto protocolli di intervento  umanitario  efficaci.  http://nazionerom.blogspot.it/2012/02/stato-italiano-condannato-dalla-corte.html?spref=fb

Almeno il centro di primo soccorso e transito di Lampedusa è nuovamente funzionante, mentre  il ministero della Salute ha organizzato insieme alla Regione Sicilia e all'Istituto per la salute, le migrazioni e la povertà (Inmp), una task force formata da medici, personale sanitario e mediatori culturali, che avrà sede a Lampedusa e dovrebbe essere addestrata per fronteggiare le emergenze. 

Manca tuttavia, a livello internazionale, un programma di difesa dei rifugiati, un servizio di monitoraggio e soccorso attivo 24 ore su 24, in grado di evitare le ormai consuete tragedie del mare. I primi sbarchi, così, hanno già registrato cinque vittime, di cui nessun paese, nessuna organizzazione si assumono la minima responsabilità. Sono stati trovati su un gommone in deriva, a 70 miglia da Lampedusa, in mezzo a 52 compagni che sono invece sopravvissuti. Cinque bare sono allineate sul molo di Favaloro, a Lampedusa. Ma quanti altri esseri umani hanno già perso la vita durante la fuga dai paesi in crisi umanitaria o nelle acque del Mediterraneo?  http://www.americaoggi.info/2012/03/18/29748-immigrazione-cinque-morti-lampedusa-i-cadaveri-su-un-gommone-assieme-ad-altri-52-di

Quanti esseri umani sono stati fermati dalle autorità libiche - che comunque hanno sottoscritto un patto contro le migrazioni con il governo italiano - e gettati in carceri che somigliano a gironi infernali? Quante altre persone hanno trovato impossibile attraversare le terre di Libia e Tunisia, dirigendosi così verso l'Egitto - sognando di raggiungere Israele - per cadere nelle mani dei predoni del Sinai? 

La "rete" di collaborazione fra le nazioni esiste, ma è una rete fatta di repressione, persecuzione, negazione dei diritti umani. Nel frattempo, altre "carrette" sono in vista dell'isola pelagia, mentre Italia e Malta hanno già iniziato il loro "braccio di ferro" sulla pelle dei rifugiati, secondo il solito copione. Nonostante la storica sentenza della Corte europea dei diritti umani, le procedure internazionali di supporto ai rifugiati hanno subito un peggioramento quasi ovunque. Emblematica la situazione in Israele, dove centinaia di migranti subsahariani prigionieri dei predoni del Sinai - vittime di tratta, tortura, stupro - ricevono, quando raggiungono lo stato ebraico, dopo aver pagato pesanti riscatti, una condanna a tre anni di detenzione, seguiti dalla deportazione, dopo processi-farsa in àmbito militare. Secondo la legge gravemente lesiva dei diritti umani, approvata all'inizio di gennaio dal Knesset, anche gli attivisti umanitari che aiutano i profughi sono oggetto di persecuzione e rischiano ben 15 anni di prigione. http://www.dazebaonews.it/dazebao-news/societa/everyone-group-diritti-umani/item/7883-israele-la-knesset-approva-una-legge-che-perseguita-i-profughi-e-gli-attivisti?tmpl=component&print=1

Questo è lo scenario globale, che riconduce la civiltà dei diritti umani ad ere barbariche di "difesa delle frontiere", nell'indifferenza delle grandi organizzazioni internazionali, nel silenzio mediatico e in un clima di persecuzione intorno ai difensori dei diritti umani che non si era mai visto prima. Sono ancora loro, comunque, gli attivisti umanitari, a limitare il numero dei morti e le tragedie legate all'esodo dei rifugiati da persecuzioni e guerre. 

Le ong New Generation Foundation for Human Rights (Arish, Egitto), America Team for Displaced Eritreans, EveryOne Group e Gandhi hanno ricevuto proprio ieri la conferma dell'inizio della più importante operazione contro il traffico di migranti ed organi umani mai avviata nel Sinai: una missione a cui la rete di organizzazioni per la tutela dei migranti subsahariani lavora da anni, a stretto contatto con la parte sana delle tribù beduine del Sinai.http://www.vittoriaweb.com/home1/index.php/news/99-nuova-risoluzione-europea-sul-traffico-di-migranti-nel-sinai 

L'operazione coinvolge migliaia di beduini - guidati da Sheik Mohammed Ali, un capo beduino che da alcuni mesi è salutato come "eroe" dai rifugiati africani - e trecentocinquanta veicoli. L'attivista Hamdy Al-Azazy supervisiona gli aspetti umanitari dell'azione, che non prevede l'uso di armi: la task force, infatti, non ha con sé alcuna arma da fuoco. Scopo della missione è quella di entrare nei covi, guidando in essi le forze dell'ordine, per liberare i gruppi di rifugiati detenuti dai predoni, prestando loro la prima assistenza medica ed assicurando loro un giusto trattamento da parte delle autorità egiziane, secondo quanto prevedono gli accordi internazionali.


L’ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM CHIEDE LA REVISIONE DEGLI ACCORDI ITALIA – LIBIA, LA  LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE  E PIENA ACCOGLIENZA PER TUTTI GLI IMMIGRATI CHE VOGLIONO RAGGIUNGERE L’ITALIA E L’EUROPA


E’ questo il richiamo che l’Associazione Nazione Rom ha fatto al Ministro per gli  Affari europei Enzo Moavero Milanesi, intervenendo all'evento organizzato a Roma  dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea il 19 dicembre 2011 al quale  ha partecipato il Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. ed al Governo Italiano con lettera inviata il 28 dicembre 2012.

Alla presenza del Direttore Lucio Battistotti e del Vice Direttore Emilio Dalmonte  è stato stigmatizzato il rinnovato accordo anti-economico  sottoscritto dal nuovo Governo Italiano di Mario Monti con il Governo Libico di Tripoli che ricalca sostanzialmente il precedente siglato dall’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  ed l’ex leader Libico Mu’ammar Gheddafi.

Il rispetto dei diritti umani è la condizione basilare per permettere la costruzione di una  Comunità Europea unita e coesa nell’affermazione del benessere collettivo, della  democrazia e della libertà.

Il rispetto della dignità umana, il riconoscere ogni cittadino presente nel territorio dell’Ue così come l’apertura ai cittadini provenienti da paesi terzi all’Ue sono le basi per la costruzione di una economia di benessere e ricchezza diffusa. 

Ogni altra misura restrittiva rappresenta concretamente una misura anti-economica  ed anti-umana.



ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
Sede Nazionale
Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms)
Tel - +39 3209489950  +39 3291962409


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