martedì 24 gennaio 2012

Firenze: ancora violazioni dei diritti umani.Sgombrate 28 famiglie rom. La nostra denuncia e la proposta al Governo Italiano



Firenze 24 gennaio 2012
Con questa lettera l'Associazione Nazione Rom suggerisce al Governo Italiano
una Strategia di Inclusione Sociale della

Popolazione Rom, Sinti e Camminanti denunciando i recenti sgomberi avvenuti a
Firenze e Sesto Fiorentino  come gravi violazioni dei diritti umani
Ieri mattina abbiamo registrato l’ennesimo sgombero di 8 famiglie rom dallo stabile di Via del Cantone a Sesto Fiorentino (Fi). Lo comunica in una nota del 23/01/2012 la stessa Questura di Firenze precisando di aver denunciato 14 persone, “tutte adulte di nazionalità rumena e di etnia rom”
per invasione di edifici e danneggiamento.
http://questure.poliziadistato.it/Firenze/articolo-6-181-38329-1.htm

Stamani, all’alba altre 20 famiglie di nazionalità rumena ed etnia rom sono state sgombrate dal Comune di Firenze nell’area di San Piero a Quaracchi (Fi). Le baracche distrutte e rase al suolo. http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/01/24/foto/sgombero_campo_rom_a_quaracchi_demolite_venti_baracche-28668449/1/

I due sgomberi delle famiglie rom rumene si aggiungono ad altri due molto recenti effettuati dal Comune di Firenze il 1 e 5 dicembre 2011 da Piazza SS Annunziata e Ponte all’Indiano. http://nazionerom.blogspot.com/2011/12/firenze-sgombrato-campo-rom-in-piazza.html


Molte Amministrazioni Comunali continuano a sostenere di offrire delle alternative alle famiglie rom sottoposte agli sgomberi e riferiscono agli organi di stampa il rifiuto delle sistemazioni offerte. Le soluzioni proposte comportano sempre la divisione dei nuclei familiari, separare le donne ed i bambini dagli uomini, separare i padri dai figli, le mogli dai mariti. Le famiglie rom vedono nell’unità familiare il principale valore e rifiutano queste soluzioni.

Gli esempi sopra riportati rappresentano solo gli ultimi gravi atti di discriminazione che la società civile rom vive all’interno dello Stato italiano. L’Associazione che legalmente rappresento è costretta a denunciare costantemente alle autorità preposte gli abusi che quotidianamente si verificano sul territorio dello Stato Italiano.

Compito istituzionale come Osservatorio sulle Discriminazioni Razziali dovrebbe essere esercitato dall’Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
Denunciare un abuso, una discriminazione razziale,
denunciare una Amministrazione Comunale è un compito ingrato che mette in una situazione scomoda
esponendo il denunciante alle antipatie di molte istituzioni.

L’attuale assetto dell’Unar istituito dallo Stato Italiano recependo la direttiva 2000/43/Ce lo vede collocato alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo assetto impedisce una effettiva indipendenza dell’Osservatorio sulle discriminazioni razziali dalle stesse istituzioni che dovrebbe controllare nel caso di abusi.

Il Governo Italiano ha indicato l’Unar, a seguito della riunione tenutasi il 10 novembre 2011 c/o il Comitato Tecnico Permanente Integrato del CIACE - Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quale punto di contatto nazionale PCN per le strategie di integrazione dei Rom fino al 2020, con il compito di elaborare nei termini stabiliti uno schema di piano strategico di interventi da sottoporre all’attenzione della Commissione Europea.

L’essere il PNC lo rende organo di Governo effettivo della strategia di inclusione sociale per conto dello Stato Italiano.
Come può un organo di Governo controllare se stesso nel caso di discriminazioni?


Una Strategia di Inclusione sociale per Rom, Sinti e Camminanti


In base alle considerazioni sopra riportate suggeriamo al Governo Italiano le seguenti
proposte costruttive per implementare una corretta strategia di inclusione sociale della società civile rom rom:

  1. Rendere autonomo l’Unar svincolandolo da compiti di Governo. Solo in questo modo l'Unar potrà essere il garante effettivo come Osservatorio sulle Discriminazioni Razziali in base alla direttiva 2000/43/Ce. In ogni Stato dell’Unione Europea i corrispettivi osservatori sulle discriminazioni sono autonomi ed hanno una effettiva indipendenza dai Governi.
  2. Istituire un Consiglio Nazionale Rom (CNR) direttamente collegato al Consiglio dei Ministri. Il CNR composto da rappresentanti del Ministero degli Interni, del Lavoro e Politiche Sociali, della Giustizia, dell’Istruzione Università e Ricerca, delle Pari Opportunità, dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale, della Salute, della Conferenza Presidenti delle Regioni, dell’UPI, dell’ANCI, della Società Civile Rom, della Commissione Europea (rappresentanza in Italia) e del Consiglio d’Europa (Mediatori Interculturali – Romed) potrebbe rappresentare una garanzia per una effettiva e concreta implementazione della Strategia di Inclusione Sociale all’interno del quadro UE.

  1. I mediatori interculturali (Romed) formati dal Consiglio d’Europa in base agli accordi sottoscritti dal nostro Stato il 20 ottobre 2010 nella riunione di alto livello convocata dal Consiglio d’Europa a Strasburgo per la condivisione di una strategia di inclusione sociale dovrebbero essere assunti direttamente dal Ministero dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale costituendo una importante e professionale mediazione e raccordo tra il Ministero, le famiglie rom, comunità locali e le Amministrazioni stesse.

  1. Ogni Amministrazione locale dovrebbe istituire un Consiglio Cittadino Rom composto dai rappresentanti istituzionali locali, assistenti sociali, mediatori interculturali, educatori professionali, ed Associazioni Rom con il preciso compito di individuare i bisogni, le necessità e garantire la progettazione inclusiva. All’interno di questo organismo si dovrebbe garantire l’uso corretto e l’impiego dei Fondi Sociali Europei previsti dalla Commissione Europea.

  1. Creazione di Consigli Regionali Rom con il compito di indirizzo e coordinamento della progettazione inclusiva. Consiglio Nazionale, Regionale e Locale garantirebbero una effettiva strategia di inclusione sociale sui quattro piani concordati nell’accordo sottoscritto il 23-24 giugno 2011 tra lo Stato Italiano e la Commissione Europea: alloggio, lavoro, formazione ed educazione, protezione sanitaria.

  1. Per affrontare le emergenza degli insediamenti spontanei proponiamo la costituzione di Case della Pace e dell'accoglienza in ogni città e quartiere. Le Case dovrebbero garantire immediatamente un luogo alle famiglie rom dove poter trovare una sistemazione provvisoria e garantire una immediata protezione sociale. Strutture messe a disposizioni dalle Amministrazioni Comunali, dalle Chiese locali, dalle Province dove ogni nucleo inizierebbe a percorre una strada di inserimento lavorativo per gli adulti ed inclusione scolastica per i bambini. Strutture anche da recuperare con il lavoro delle stesse famiglie rom recependo gli insegnamenti positivi di esperienza già in essere come il Dado di Torino. http://terradelfuoco.org/topos/ildado/

  1. Programmi ed iniziative educative, diffusione della culture rom rivolti alla popolazione maggioritaria e di minoritaria. Dibattiti pubblici, iniziative culturali, seminari, formazioni che vedano il coinvolgimento dell’Associazionismo Rom e pro Rom, della società civile e delle Istituzioni completerebbero una strategia di inclusione possibile. Troppo spesso molte amministratori usano il termine nomade nel riferirsi alla popolazione Rom. Le indagini ed i recenti rapporti elaborati da importanti istituzioni italiane come la Commissione Diritti Umani del Senato indicano nella percentuale dello 0,2% i rom con caratteristiche non sedentarie. Il linguaggio appropriato e la correttezza istituzionale nell’approcciarsi alla questione rom il presupposto di una valida e concreta strategia di inclusione sociale.


Associazione Nazione Rom

Governo Italiano: Proposta di Strategia Inclusione Sociale Rom, Sinti e Camminanti




Roma 24 gennaio 2012

Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro Economia e Finanze
Sig. Mario Monti
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy
tel. (+39) 0667791

Segretario del Consiglio dei Ministri

Segretario Generale
Sig. Manlio Strano

Capo dell'Ufficio
Cons. Sig.ra Anna Lucia Esposito
tel. 06 67793206
fax. 06 6795807
 

Ministro Sviluppo Economico
Sig. Corrado Passera
Gabinetto del Ministro - Via Molise, 2 - 00187 ROMA
tel: (+39) 06.42043486 -06.420434000 
fax: (+39) 06.47887964
Ufficio stampa: (+39) 06.420434315 - 47887859 - fax (+39) 06.47887878  segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it

Ministro Affari Europei
Sig. Enzo Moavero Milanesi
Dipartimento per gli affari europei (PCM)
Piazza Nicosia, 20- 00186 ROMA
Tel: (+39) 06.67795191
Fax (+39) 06.6779.5342/5326 
info@politichecomunitarie.it 

Ministero degli Interni
Sig.ra Anna Maria Cancellieri
info@interno.it; ufficiocomunicazioni@interno.it; segreteriaufficiostampa@interno.it

Ministero del Lavoro , Politiche Sociali, Pari Opportunità
Sig.ra Elsa Fornero
Via Veneto 56 - 00187 ROMA
Tel: (+39) 06 46831
Ufficio stampa: (+39) 06.48161451-2 
ufficiostampa@lavoro.gov.it

Ministero della Giustizia
Sig.ra Paola Severino Di Benedetto

Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca
Sig.ra Francesca Profumo
Ministero dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale
Sig. Andrea Riccardi
Largo Chigi, 19 - 00187 ROMA
Tel: (+39) 06.67794670 - Fax: (+39) 06.67794719 
segreteria.ministroriccardi@palazzochigi.it

Ministero della Salute
Sig. Renato Balduzzi

Conferenza Presidenti delle Regioni
Presidente Vasco Errani

UPI
Presidente Giuseppe Castiglioni

Direttore Generale
Sig. Piero Antonelli

ANCI
Presidente Graziano Del Rio

UNAR
Direttore Massimiliano Monnanni

COMMISSIONE DIRITTI UMANI – Senato della Repubblica
Presidente Pietro Marcenaro

COMMISSIONE EUROPEA
Direzione Generale Giustizia
Direzione C: Diritti fondamentali e cittadinanza dell’Unione Europea
Unita C2: Cittadinanza dell’Unione Europea – Capo Unità
Rappresentanza in Italia

Miss Viviane Reading
Miss Dana-Trama Zada
Miss Lina Papamichalopoulou
Miss Chiara Adamo
Miss Pia Lindholm
Miss Enrica Chiozza
Mr Massimo Serpieri
Mr Lucio Battistotti

CONSIGLIO d'EUROPA
Rappresentante Speciale questioni Rom
Mr Jeroem Schokkembroek

Education des Enfants Roms in Europe Project Manager
Miss Aurora Ailincai

Office of the Commissioner for Human Rights
Commissario per i Diritti Umani – Consiglio d'Europa 
Mr Thomas Hammarberg
Miss Eleni Tsetsekou
ECRI
European Commission Against Racism and Intollerance
Miss Sarah Burton


oggetto:

Questione Rom
Proposta di Strategia Inclusione Sociale Rom, Sinti e Camminanti
Riforma strutturale Unar
Consiglio Nazionale Rom


Il 24 gennaio si è  si riunito a Roma un tavolo  dedicato alle comunità Rom, Sinti e Camminanti, presso gli uffici del Ministro della Cooeperazione Inrernazionale ed Integrazione. Al tavolo interministeriale permanente hanno partecipato i ministri per la Cooperazione e l'Integrazione Andrea Riccardi, dell'Interno Anna Maria Cancellieri, del Welfare Elsa Fornero, i sottosegretari al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Cecilia Guerra e all'Istruzione Marco Rossi Doria. Presenti anche tecnici dei dicasteri della Giustizia e della Salute ed un rappresentente della Conferenza Stato-Regioni
http://www.asca.it/news-Rom__nasce_Tavolo_permanente_interministriale__Un_Piano_entro_febbraio-1117021-FOT.html

Lo scopo della riunione è stata quella di elaborare una strategia di integrazione basata sulla lotta alla povertà ed all’esclusione sociale e mantenere fede agli accordi sottoscritti in sede comunitaria il 23-24 giugno. Lo Stato Italiano deve approntare una strategia nazionale di inclusione sociale della popolazione rom come specificato nella lettera del Capo Unità Lina Papamichalopoulou – Commissione Europea Unità D4 il 24 ottobre 2011 con protocollo JUST/D4 – In/st/ Ares (2011) 1133029 nel rispetto del quadro Ue adottato il 5 aprile 2011 e le conclusioni del Consiglio del 19 maggio 2011.

"È stata una riunione importante nella quale, a differenza del passato, si è affrontato il tema con un approccio che guarda oltre l'emergenza, avanzando una risposta strutturale. D'altronde, l'approccio commissariale ha evidenziato tutti i suoi limiti in questi ultimi anni. Soltanto una strategia che tenga insieme dicasteri, Regioni ed enti locali, tra cui i Comuni che registrano la maggiore presenza di Rom e Sinti, può condurci a trovare soluzioni a una questione che, purtroppo, ci trasciniamo da anni". Lo ha dichiarato l'assessore del Lazio Aldo Forte in rappresentanza della Conferenza Stato-Regioni, a margine del tavolo convocato dal ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi per discutere dell'integrazione di Rom e Sinti in Italia, alla presenza anche dei ministri del Welfare Elsa Fornero e dell'Interno Anna Maria Cancellieri.

Riccardi ha ricordato gli impegni dell'Italia verso l'Europa - c'è una delibera del Consiglio d'Europa che invita i Paesi membri a presentare entro febbraio piani e strategie nazionali per l'integrazione dei rom. L'obiettivo finale, ha spiegato il ministro, è l'integrazione dei rom in una cornice strutturata di lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Proprio oggi, ha poi reso noto Riccardi, il Consiglio d'Europa ha pubblicato un rapporto nel quale si afferma che l'Italia non ha attuato tutte le politiche necessarie per assicurare alcuni diritti agli immigrati e alle comunità rom e sinti. "Per quanto ci riguarda sarà l'ultima volta che ci viene fatto un richiamo del genere", ha assicurato il ministro.
http://www.justicetv.it/index.php/news/1829-consiglio-ue-razzismo-italia-rispetti-carta-sociale-europea

Riccardi ha ricordato che in Italia ci sono circa 150mila rom, di cui 70mila sono cittadini italiani, e che nel nostro Paese non c'è una normativa per proteggere questa minoranza. "Occorre uscire - ha sottolineato Riccardi - dalla logica emergenziale ed entrare in una fase di integrazione, utilizzando anche i fondi europei. È la prima volta nella storia italiana che ministri ed enti locali si incontrano su questo tema, e questo tavolo diventerà permanente".

Il ministro Fornero ha sottolineato i limiti temporali del Governo e il momento economico che non permette troppe spese; tuttavia, ha aggiunto, "è intenzione del Governo dare un segnale, un instradamento a chi verrà dopo". Sia Fornero che Cancellieri sono intervenute sull'emergenza dei campi rom, definendo la situazione "non tollerabile". Bene il Piano per l'integrazione, hanno detto entrambe, ma nel frattempo occorre intervenire sul problema dei campi e dell'istruzione dei minori.

Come già comunicatovi, in data 27 dicembre 2011 abbiamo avanzato richiesta alla Commissione Europea di procedere con avvio di procedura di infrazione vs Stato Italiano per non corretta applicazione delle direttive comunitarie 2000/43/Ce e 2004/38/Ce (allegato) precisando che la richiesta è volta al raggiungimento di una effettiva implementazione della strategia di inclusione sociale per la popolazione rom presente all’interno dello Stato Italiano e non prefigge nel suo scopo un carattere punitivo ma semplicemente educativo.

La richiesta di apertura di infrazione è motivata dalla persistente azione discriminatoria che la società civile rom, le famiglie continuano a subire a causa delle azioni di molte Amministrazioni Comunali:

Ieri mattina abbiamo registrato l’ennesimo sgombero di 8 famiglie rom dallo stabile di Via del Cantone a Sesto Fiorentino (Fi). Lo comunica in una nota del 23/01/2012 la stessa Questura di Firenze precisando di aver denunciato 14 persone, “tutte adulte di nazionalità rumena e di etnia rom” per invasione di edifici e danneggiamento. http://questure.poliziadistato.it/Firenze/articolo-6-181-38329-1.htm

Stamani, all’alba altre 20 famiglie di nazionalità rumena ed etnia rom sono state sgombrate dal Comune di Firenze nell’area di San Piero a Quaracchi (Fi). Le baracche distrutte e rase al suolo.

I due sgomberi delle famiglie rom rumene si aggiungono ad altri due molto recenti effettuati dal Comune di Firenze il 1 e 5 dicembre 2011 da Piazza SS Annunziata e Ponte all’Indiano.

Le operazioni di polizia contro la comunità rom rumena di Firenze sono incessanti e senza sosta.
Si tratta delle medesime famiglie che sono state sgombrate il 16 gennaio 2010 dall’area ex-osmatex di Sesto Fiorentino, 185 cittadini rom a cui sono state distrutte le abitazioni consistenti in baracche e messe sulla strada. Le famiglie trovarono riparo nell’area di Quaracchi, Via Ponte a Quaracchi 72.
Il nuovo insediamento venne nuovamente distrutto e raso al suolo il 16 giugno 2011.

L’unico progetto elaborato dalle Amministrazioni di Firenze e Sesto è consistito in una operazione di deportazione dei nuclei familiari in Romania, attraverso l’utilizzo di risorse economiche pubbliche del Ministero del Lavoro che la Regione Toscana aveva offerto ai Comuni per politiche di integrazione sul territorio attraverso la delibera 279 del 26/4/2011 (in allegato). I fondi furono usati illecitamente per “percorsi di rientro assistito” come specificato nell’atto dirigenziale del Comune di Firenze 2011/DD/05263 del 16 giugno 2011 (in allegato). L’abuso è stato denunciato alla Questura di Firenze il 5 luglio 2011 (in allegato). http://nazionerom.blogspot.com/2011/06/le-bugie-di-stefania-saccardi-abuso-dl.html


Il 18 gennaio 2012 il Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori dichiara sul sito web del Comune di Roma: “ Il Piano nomadi deve essere completato senza ulteriori indugi, fermare gli sgomberi  è uno schiaffo alle leggi e ai cittadini onesti, ma per completare il Piano servono le espulsioni e il rimpatrio coatto dei cittadini comunitari, senza arrendersi ad un’overdose fatale di tolleranza inutile e a senso unico”. E’ evidente come le intenzioni espresse
rappresentino gravi violazioni delle direttive 2000/43/Ce e 2004/38/Ce sulla non discriminazione e libertà di circolazione

Molte Amministrazioni Comunali continuano a sostenere di offrire delle alternative alle famiglie rom sottoposte agli sgomberi e riferiscono agli organi di stampa il rifiuto delle sistemazioni offerte.
Le soluzioni proposte comportano sempre la divisione dei nuclei familiari, separare le donne ed i bambini dagli uomini, separare i padri dai figli, le mogli dai mariti. Le famiglie rom vedono nell’unità familiare il principale valore e rifiutano queste soluzioni.

Gli esempi sopra riportati rappresentano solo gli ultimi gravi atti di discriminazione che la società civile rom vive all’interno dello Stato italiano. L’Associazione che legalmente rappresento è costretta a denunciare costantemente alle autorità preposte gli abusi che quotidianamente si verificano sul territorio dello Stato Italiano.

L'ultimo esempio è la recente denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica il 25 gennaio 2012
http://nazionerom.blogspot.com/2012/01/stefania-saccardi-avvocato-ed-assessore.html?spref=fb

Compito istituzionale come Osservatorio sulle Discriminazioni Razziali dovrebbe essere esercitato dall’Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. Denunciare un abuso, una discriminazione razziale, denunciare una Amministrazione Comunale è un compito ingrato che mette in una situazione scomoda esponendo il denunciante alle antipatie di molte istituzioni.

L’attuale assetto dell’Unar istituito dallo Stato Italiano recependo la direttiva 2000/43/Ce lo vede collocato alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo assetto impedisce una effettiva indipendenza dell’Osservatorio sulle discriminazioni razziali dalle stesse istituzioni che dovrebbe controllare nel caso di abusi.

Il Governo Italiano ha indicato l’Unar, a seguito della riunione tenutasi il 10 novembre 2011 c/o il Comitato Tecnico Permanente Integrato del CIACE - Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quale punto di contatto nazionale PCN per le strategie di integrazione dei Rom fino al 2020, con il compito di elaborare nei termini stabiliti uno schema di piano strategico di interventi da sottoporre all’attenzione della Commissione Europea. L’essere il PNC lo rende organo di Governo effettivo della strategia di inclusione sociale per conto dello Stato Italiano. Come può un organo di Governo controllare se stesso nel caso di discriminazioni?

Una Strategia di Inclusione sociale per Rom, Sinti e Camminanti
In base alle considerazioni sopra riportate suggeriamo al Governo Italiano le seguenti
proposte costruttive per implementare una corretta strategia di inclusione sociale
della società civile rom rom:

  1. Rendere autonomo l’Unar svincolandolo da compiti di Governo. Solo in questo modo l'Unar potrà essere il garante effettivo come Osservatorio sulle Discriminazioni Razziali in base alla direttiva 2000/43/Ce. In ogniStato dell’Unione Europea i corrispettivi osservatori sulle discriminazioni sono autonomi ed hanno una effettiva indipendenza dai Governi. 
  2. Istituire un Consiglio Nazionale Rom (CNR) direttamente collegato al Consiglio dei Ministri. Il CNR composto da rappresentanti del Ministero degli Interni, del Lavoro e Politiche Sociali, della Giustizia, dell’Istruzione Università e Ricerca, delle Pari Opportunità, dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale, della Salute, della Conferenza Presidenti delle Regioni, dell’UPI, dell’ANCI, della Società Civile Rom, della Commissione Europea (rappresentanza in Italia) e del Consiglio d’Europa (Mediatori Interculturali – Romed) potrebbe rappresentare una garanzia per una effettiva e concreta implementazione della Strategia di Inclusione Sociale all’interno del quadro UE.

  1. I mediatori interculturali (Romed) formati dal Consiglio d’Europa in base agli accordi sottoscritti dal nostro Stato il 20 ottobre 2010 nella riunione di alto livello convocata dal Consiglio d’Europa a Strasburgo per la condivisione di una strategia di inclusione sociale dovrebbero essere assunti direttamente dal Ministero dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale costituendo una importante e professionale mediazione e raccordo tra il Ministero, le famiglie rom, comunità locali e le Amministrazioni stesse.

  1. Ogni Amministrazione locale dovrebbe istituire un Consiglio Cittadino Rom composto dai rappresentanti istituzionali locali, assistenti sociali, mediatori interculturali, educatori professionali, ed Associazioni Rom con il preciso compito di individuare i bisogni, le necessità e garantire la progettazione inclusiva. All’interno di questo organismo si dovrebbe garantire l’uso corretto e l’impiego dei Fondi Sociali Europei previsti dalla Commissione Europea.

  1. Creazione di Consigli Regionali Rom con il compito di indirizzo e coordinamento della progettazione inclusiva. Consiglio Nazionale, Regionale e Locale garantirebbero una effettiva strategia di inclusione sociale sui quattro piani concordati nell’accordo sottoscritto il 23-24 giugno 2011 tra lo Stato Italiano e la Commissione Europea: alloggio, lavoro, formazione ed educazione, protezione sanitaria.

  1. Per affrontare le emergenza degli insediamenti spontanei proponiamo la costituzione di Case della Pace e dell'accoglienza in ogni città e quartiere. Le Case dovrebbero garantire immediatamente un luogo alle famiglie rom dove poter trovare una sistemazione provvisoria e garantire una immediata protezione sociale. Strutture messe a disposizioni dalle Amministrazioni Comunali, dalle Chiese locali, dalle Province dove ogni nucleo inizierebbe a percorre una strada di inserimento lavorativo per gli adulti ed inclusione scolastica per i bambini. Strutture anche da recuperare con il lavoro delle stesse famiglie rom recependo gli insegnamenti positivi di esperienza già in essere come il Dado di Torino. http://terradelfuoco.org/topos/ildado/

  1. Programmi ed iniziative educative, diffusione della culture rom rivolti alla popolazione maggioritaria e di minoritaria. Dibattiti pubblici, iniziative culturali, seminari, formazioni che vedano il coinvolgimento dell’Associazionismo Rom e pro Rom, della società civile e delle Istituzioni completerebbero una strategia di inclusione possibile. Troppo spesso molte amministratori usano il termine nomade nel riferirsi alla popolazione Rom. Le indagini ed i recenti rapporti elaborati da importanti istituzioni italiane come la Commissione Diritti Umani del Senato indicano nella percentuale dello 0,2% i rom con caratteristiche non sedentarie. Il linguaggio appropriato e la correttezza istituzionale nell’approcciarsi alla questione rom il presupposto di una valida e concreta strategia di inclusione sociale.


Con cordiale sollecitudine ed in attesa di vostre comunicazioni


Distinti Saluti

Marcello Zuinisi
Educatore Professionale
Legale rappresentante Associazione Nazione Rom
(opera nomadi toscana)
Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms)
Tel: +39 3209489950

sabato 21 gennaio 2012

Appello all'unità della popolazione Rom - Appeals to unity of the Roma population




20 gennaio 2012

Appello all'unità della popolazione Rom


di Florin Cioabă
Vice-president IRU
florin_cioaba_iru@yahoo.com

Ultimamente stiamo assistendo ad un crescente deterioramento della situazione dei rom in Europa. Negli ultimi anni i fenomeni di estremismo e di discriminazione contro i Rom aumentata sempre di più. I Rom d'Europa sono considerati "cittadini di seconda classe", i cui diritti sono violati in frequenti.

Durante i momenti in cui rom in Europa stanno facendo di più, i leader delle principali organizzazioni Rom non riescono a raggiungere un vero dialogo, sia per  orgoglio che per ambizione personale. La maggior parte delle organizzazioni Rom non fanno  assolutamente nulla per coloro che rappresentano, ma agiscono solo nell'interesse personale o di gruppo.

Sebbene le istituzioni europee stanno cercando di trovare soluzioni ai problemi dei Rom, non riescono a trovare partner per la discussione, poiché la maggior parte delle organizzazioni rom pretende di essere l'unico rappresentante di una intera etnia, e questo non può risolvere i problemi.

In queste condizioni, l'immagine del popolo rom rimane associata al crimine povertà e emarginazione. E 'una vergogna che una minoranza così grande di circa 14 milioni di persone che vivono in Europa unita non ha i diritti fondamentali, la libertà di movimento e di essere considerato come un "paria" della società.

Credo che sia tempo per tutto questo finisca. La Nazione Rom può diventare una voce reale in Europa. La chiave per risolvere problemi di Roma è nella nostra unità, 
con  il fine di rappresentare veramente rom in Europa. Per questo penso che sia imperativo per tutti i leader di organizzazioni rom si incontrino per mettere a punto una strategia comune e coerente che possiamo presentare alle istituzioni europee.

Avremo bisogno di creare un gruppo di lavoro per sviluppare questa strategia per i Rom di politica, di gruppo che consiste dei principali dirigenti dei rom europei.

Questo gruppo di lavoro, che io vedo  composto da 10-12 tra i leader delle maggiori organizzazioni dovrebbero prendere il mandato di presentare i principali problemi della 
Roma alle istituzioni europee.

Romani Union Internazionale, come una organizzazione rappresentativa del popolo Rom in Europa e nel mondo è disposto a ospitare questo incontro in Romania, a Sibiu City. Allo stesso tempo, esprimiamo la nostra disponibilità a dare sostegno finanziario a questa riunione data la sua importanza per la situazione dei Rom in tutta Europa.

Naturalmente, quelle organizzazioni che desiderano partecipare a questo processo e di contribuire finanziariamente all'organizzazione della riunione sono i benvenuti.

Credo che questo sia l'unico modo per far sentire la nostra voce da chi ci deve ascoltare, 
cercando un punto comune nella soluzione dei problemi dei Rom.



English version

Turin January 20, 2012
Appeals to unity of the Roma population
di  Florin Cioabă
Vice-president IRU
florin_cioaba_iru@yahoo.com

Lately we are seeing a growing deterioration of the situation of Roma in Europe. 
In recent years the phenomena of extremism and discrimination against Roma increased even more. The Roma in Europe are considered "second class citizens" whose rights are violated frequently.
 
During the moments when the Roma in Europe are doing more, leaders of leading Roma organizations can not reach a true dialogue, both out of pride than personal ambition. 
Most of the Roma organizations do absolutely nothing for those they represent, but they work only for personal interest or group.
 
Although the European institutions are trying to find solutions to the problems of the Roma, they can not find partners for discussion, since most of the Roma organizations claim to be the sole representative of an entire ethnic group, and this can not solve problems.

Under these conditions, the image of Roma people is associated with the crime, poverty and marginalization. 
It 'a shame that so great a minority of about 14 million people who live in a united Europe does not have fundamental rights, freedom of movement and be treated as a "pariah" of society.

I think it's time for this to end. 
The Roma nation can become a real voice in Europe. The key to solving problems of Rome is in our unity,
order to truly represent the Roma in Europe. 
So I think that it is imperative for all leaders of Roma organizations will meet to develop a common strategy and consistent that we can present to the European institutions.

We will need to create a working group to develop this strategy for the Roma policy, the group which consists of the main leaders of the European Roma.

This working group, composed of 10-12 that I see among the leaders of major organizations should take the mandate to present the main problems of
Rome to the European institutions.
 
International Romani Union, as a representative organization of the Roma people in Europe and the world is willing to host this meeting in Romania, in Sibiu City. 
At the same time, we express our willingness to give financial support to this meeting because of its importance to the situation of Roma across Europe.
 
Of course, those organizations that wish to participate in this process and to contribute

venerdì 20 gennaio 2012

Consiglio Nazionale Rom - (statuto, costituzione, natura e fini)




Statuto del Consiglio Nazionale Rom
Titolo 1 – Costituzione, Natura e Fini

1.      Il Consiglio Nazionale Rom è una struttura associativa con carattere federale della società civile Rom

2.      Compongono il Consiglio Nazionale Rom tutte le Federazioni, Organizzazioni, Associazioni Rom, Sinti e Camminanti, le organizzazioni pro Rom, le Associazioni e le Organizzazioni della Società Civile, le Fondazioni, le famiglie Rom, Sinti, Camminanti, della popolazione maggioritaria e di tutte le minoranze etniche che condividono ed accettano il presente statuto.

3.      Il Consiglio Nazionale Rom si pone come obiettivo l’implementazione nello Stato Italiano degli accordi siglati e sottoscritti dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in sede europea il 23-24 giugno 2011. Gli accordi sottoscrivono il quadro di inclusione sociale della popolazione rom varato dalla Commissione Europea il 5 aprile 2011, successiva all’approvazione del Parlamento Europeo nel 9 marzo 2011 della risoluzione sulla questione rom e alla riunione di alto livello tenutasi nel Consiglio d’Europa il 20 ottobre 2010.

4.      Il Consiglio Nazionale Rom fa propria la risoluzione del Summit sulla questione rom approvata dai 400 delegati rappresentativi di 47 paesi nella sede del Consiglio d’Europa il 22 settembre 2011 a Strasburgo.

5.      Il Consiglio Nazionale Rom assume come carattere fondativo della propria attività il superamento di qualsiasi forma di discriminazione razziale, diretta od indiretta, atta ad ostacolare o impedire la piena affermazione e tutela dei diritti umani di ogni minoranza etnica, linguistica, religiosa, sessuale, di opinione politica e di ogni categoria sociale con specifico riferimento ai settori esclusi, emarginati e/o che vivono in povertà economica, sociale e culturale sia delle minoranze etniche che delle popolazioni maggioritarie e la promozione di parità di trattamento senza fini di lucro.

6.      Il Consiglio Nazionale Rom coerentemente assume responsabilmente la difesa ed affermazione della democrazia e dei diritti umani fondamentali in tutta l’Unione Europea, il Consiglio Europeo ed il pianeta. Siamo tutti cittadini del mondo.

7.      Il Consiglio Nazionale Rom assume i principi dell’interculturalità e dell’autodeterminazione per costruire un percorso comune ed istaurare un dialogo tra pari, rapporti di fiducia dove nessuno sia escluso. L’Interculturalità è avviare un percorso dove ognuno di noi è chiamato ad un superamento nell’ottica di costruzione di una cultura che metta al centro il rispetto e la dignità di ogni essere umano come presupposto per il superamento dell’attuale società basata sul razzismo, la divisione e l’esclusione sociale. L’Autodeterminazione è avviare un percorso dove ognuno è chiamato a costruire democrazia, rappresentando se stesso ed i problemi che vive condividendoli con tutti cercando insieme la strada per la liberazione.

8.      Il Consiglio Nazionale Rom invita ogni comunità locale, città, provincia e regione alla creazione di Consigli locali, cittadini, provinciali e regionali. Ogni Consiglio avrà pieno potere decisionale ed autonomia. I delegati eletti sono revocabili dalla stesse comunità locali in base alle necessità e bisogni che ogni comunità deciderà di rappresentare liberamente.

9.     I delegati rappresentativi di ogni città, provincia e regione daranno vita al primo Congresso Nazionale del Consiglio Nazionale Rom dove si adotterà un Programma di liberazione della popolazione dal razzismo, dall’esclusione sociale, dalla marginalità e la costruzione di una strada di inclusione sociale per tutti.

10. Il Consiglio Nazionale Rom nelle sue articolazioni Nazionali, Regionali e Locali avrà un carattere permanente al fine di elaborare, realizzare e controllare la piena ed efficace implementazione delle strategie europee in stretta collaborazione ed attraverso un dialogo continuo con la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa ed il Governo Italiano in tutti i suoi livelli (Amministrazioni Comunali, Provinciali, Regionali, Ministeriali)

CONSIGLIO NAZIONALE ROM

programma di liberazione dal razzismo

PRIMO CONGRESSO NAZIONALE
ROM SINTI CAMINANTI
sabato 15 luglio 2017 ore 9.00 - 17.00
Sala Protomoteca
Campidoglio, Roma Capitale

http://www.radioradicale.it/scheda/514777/primo-congresso-del-consiglio-nazionale-roma-sinti-caminanti

informazioni: nazione.rom@gmail.com
tel. 3281962409

SIAMO TUTTI ROM
SIAMO TUTTI ESSERI UMANI



giovedì 19 gennaio 2012

Roma Capitale - espulsioni e rimpatrio coatto dei cittadini rom? - Comune di Roma denunciato alla Commissione Europea



Roma 19 gennaio 2011

Commissione Europea
Direzione Generale Giustizia
Direzione C: Diritti fondamentali e cittadinanza dell’Unione Europea
Unita C2: Cittadinanza dell’Unione Europea – Capo Unità
Rappresentanza in Italia

Miss Viviane Reading
Miss Dana-Trama Zada
Miss Lina Papamichalopoulou
Miss Chiara Adamo
Miss Pia Lindholm
Miss Enrica Chiozza
Mr Massimo Serpieri
Mr Lucio Battistotti

e p.c.

Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro Economia e Finanze
Mario Monti
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy
tel. (+39) 0667791

Segretario del Consiglio dei Ministri

Segretario Generale
Manlio Strano

Capo dell'Ufficio
Cons. Anna Lucia Esposito
tel. 06 67793206
fax. 06 6795807 

Ministro Affari Europei
Enzo Moavero Milanesi
Dipartimento per gli affari europei (PCM)
Piazza Nicosia, 20- 00186 ROMA
Tel: (+39) 06.67795191
Fax (+39) 06.6779.5342/5326 
 
Ministero dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale
Andrea Riccardi
Largo Chigi, 19 - 00187 ROMA
Tel: (+39) 06.67794670 - Fax: (+39) 06.67794719 

UNAR – P.N.C. punto nazionale di contatto c/o Commissione Europea
Direttore Massimiliano Monnanni

Oggetto: Precisazioni in merito alle denuncie di non corretta applicazione
               delle direttive 2000/43/Ce e 2004/38/Ce
               Richiesta procedura di infrazione vs Stato Italiano
               Riforma strutturale UNAR e nascita Consiglio Nazionale Rom - CNR


Ref. Ares(2011)1294924 – 01/12/2011
Just/C2/Chb/hk (2011) s 1407047

Just CHAP (2010)04005 - 25/01/2011


Gentile Commissione Europea Direzione Generale Giustizia

La presente lettera per informarvi degli sviluppi e delle condizioni vissute dalla società civile rom in Italia. In data 27 dicembre 2011 abbiamo avanzato richiesta alla Commissione Europea di procedere con avvio di procedura di infrazione vs Stato Italiano per non corretta applicazione delle direttive comunitarie 2000/43/Ce e 2004/38/Ce (allegato)

Lo Stato Italiano, in base agli accordi sottoscritti in sede comunitaria il 23-24 giugno doveva approntare una strategia nazionale di inclusione sociale della popolazione rom come specificato nella lettera del Capo Unità Lina Papamichalopoulou – Commissione Europea Unità D4 il 24 ottobre 2011 con protocollo JUST/D4 – In/st/ Ares (2011) 1133029 nel rispetto del quadro Ue adottato il 5 aprile 2011 e le conclusioni del Consiglio del 19 maggio 2011. La strategia doveva essere varata entro il 31 dicembre 2011. Ad oggi non è stata elaborata nessuna strategia nazionale di inclusione sociale per la popolazione rom da parte dello Stato Italiano

Il 18 gennaio 2011 il Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori 

Fabrizio Santori - Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale

ha dichiarato sul sito web del Comune di Roma le seguenti affermazioni: “ Il Piano nomadi deve essere completato senza ulteriori indugi, fermare gli sgomberi  è uno schiaffo alle leggi e ai cittadini onesti, ma per completare il Piano servono le espulsioni e il rimpatrio coatto dei cittadini comunitari, senza arrendersi ad un’overdose fatale di tolleranza inutile e a senso unico



Con la presente intendiamo denunciare che le espulsioni ed il rimpatrio coatto dei cittadini comunitari rom, a cui si riferisce il dott. Fabrizio Santori appaiono come gravi violazioni delle direttive 2000/43/Ce e 2004/38/Ce sulla non discriminazione e libertà di circolazione.

L'Associazione 21luglio ha recentemente denunciato al Comitato contro le discriminazioni
dell'Onu le schedature su base etnica della popolazione rom e sinti effettuate
dalla Questura di Roma.
http://www.facebook.com/notes/associazione-21-luglio/schedati-i-minori-rom-a-roma/309868765721394

Il Piano Nomadi voluto dal Sindaco Gianni Alemanno è fallito.
In due anni 450 sgomberi nella città di Roma hanno triplicato gli
insediamenti spontanei delle famiglie Rom violando i diritti umani.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_gennaio_21/nomadi-nuovi-campi-abusivi-deleo-1902954059458.shtml

Queste le parole di Fikret Salkanovic portavoce dei Rom Bosniaci,  primo cittadino
di Casilino 900 dal 1968. http://www.youtube.com/watch?v=miXdY9AJekc

Con la presente chiediamo con determinazione all’Unar – P.N.C. di aprire una indagine in merito alla situazione concreta vissuta dalla società civile rom nella città di Roma e nel resto dello Stato Italiano alla luce della bocciatura del Decreto Legge (emergenza nomadi) varato il 21 maggio 2008  (GU n. 122 del 26-5-2008) dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ad opera del Consiglio di Stato (con sentenza 6050 il 16 novembre 2011) sanzionando e stigmatizzando gli incitamenti all’odio etnico ed all’infrazione delle direttive comunitarie da parte delle Istituzioni Italiane..

Numerose amministrazioni comunali continuano ogni giorno ad escludere e perseguitare le popolazioni rom. Nelle città di Firenze, Prato, Pesaro, Bologna e molte altre le amministrazioni rifiutano incontri con la società civile rom. Le segnalazioni costanti delle discriminazioni razziali operate dalle Amministrazioni comunali contro i cittadini Rom fatte all’Unar ed agli Osservatori Provinciali da esso istituiti non hanno prodotto ancora nessuna iniziativa istituzionale a sostegno della società civile rom.

L’Unar è stato istituito dallo Stato Italiano recependo la direttiva 2000/43/Ce. Il suo assetto istituzionale lo vede collocato alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo assetto impedisce una effettiva indipendenza dell’Osservatorio sulle discriminazioni razziali dal Governo. L’essere il PNC lo rende organo di Governo effettivo della strategia di inclusione sociale per conto dello Stato Italiano. Come può un organo di Governo controllare se stesso nel caso di discriminazioni razziali?

La proposta che continuiamo a portare alla Commissione Europea, al Governo Italiano ed al Consiglio d’Europa è l’Istituzione di un Consiglio Nazionale Rom (CNR) direttamente collegato al Consiglio dei Ministri. Il CNR composto da rappresentanti del Ministero degli Interni, del Lavoro e Politiche Sociali, della Giustizia, dell’Istruzione Università e Ricerca, delle Pari Opportunità, dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale, della Salute, della Conferenza Presidenti delle Regioni, dell’UPI, dell’ANCI, della Società Civile Rom, della Commissione Europea (rappresentanza in Italia) e del Consiglio d’Europa (Mediatori Interculturali – Romed) potrebbe rappresentare una garanzia per una effettiva e concreta implementazione della Strategia di Inclusione Sociale all’interno del quadro UE.

L’Unar svincolato da compiti di Governo potrebbe solo in questo modo essere il garante effettivo come Osservatorio sulle Discriminazioni Razziali in base alla direttiva 2000/43/Ce.

In base alle considerazioni ed agli elementi informativi riportati nella seguente lettera, e nelle precedenti, precisando che gli esempi descritti rappresentano solo alcuni delle migliaia di casi di discriminazioni razziali agenti su tutto il territorio dello Stato Italiano. Restando nella piena disponibilità ad un incontro con la Commissione Europea per fornire ulteriori prove delle discriminazioni e violazioni in corso all’interno dello Stato Italiano, sono unitariamente all’Organizzazione in difesa dei Diritti Umani EveryOne a richiedere la chiusura delle indagini istituite dal 25 gennaio 2010 protocollo CHAP (2010)04005  ed avviare procedura di infrazione nei confronti dello Stato Italiano.

Precisando che la presente richiesta è volta al raggiungimento di una effettiva implementazione della strategia di inclusione sociale per la popolazione rom presente all’interno dello Stato Italiano e non prefigge nel suo scopo un carattere punitivo ma semplicemente educativo.

Il rispetto delle regole è la condizione basilare per permettere la costruzione di una Comunità Europea unita e coesa nell’affermazione del benessere collettivo, della democrazia e della libertà per tutti i cittadini dell’Ue.

Il rispetto della dignità umana, dei suoi diritti, il riconoscere ogni cittadino presente nel territorio dell’Ue così come l’apertura ai cittadini provenienti da paesi terzi all’Ue sono le basi per la costruzione di una economia di benessere e ricchezza diffusa. Ogni altra misura restrittiva rappresenta concretamente una misura anti-economica ed anti-umana.


Cordiali Saluti

Marcello Zuinisi
Educatore Professionale
Legale rappresentante Associazione Nazione Rom
(opera nomadi toscana)
Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms)
Tel: +39 3209489950