giovedì 1 novembre 2012

Rom Bologna: Servizi Sociali tentano di rubare un bambino appena nato strappandolo dalle braccia della madre mentre lei lo allatta in Ospedale. La denuncia dell'Associazione Nazione Rom


 Rom a Bologna. Il 30 ottobre 2012 alle ore 16.45 nasce Zlatan Salkanovic
nella sala parto dell'ospedale di Sant'Orsola
La madre è Brenda Salkanovic ed il padre è Ljubo Halilovic.
Le Assistenti Sociali tentano di rubare il loro bambino.
Ancora un crimine contro una bambino appena nato e la sua mamma
commesso dai Servizi Sociali dello Stato Italiano.


Bologna 1 novembre 2012

Al Ministro degli Interni - Anna Maria Cancellieri
Al Ministro della Giustizia  - Paolo Severino
Presidente del Tribunale dei Minori  Emilia/Romagna - Luigi Martello

Sindaco di Bologna Virgilio Merola
Assessore al Sociale Amelia Frascaroli
Ai Servizi Sociali –  Via Castiglione n. 26 – Bologna
Tel 051/6210037  051/62100306

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero  Integrazione e Cooperazione Internazionale
Prof. Andrea Riccardi
Prefetto Mario Morcone
Vice Prefetto Angelo Carbone

Alla Chiesa Cattolica Italiana
S.E. Mons. Ernesto Vecchi
Segretario particolare Cantini Filippo
c/o Curia Arcivescovile – Via Altabello 6, Bologna
Pastorale per Rom, Sinti e Camminanti -  Fondazione Migrantes
Mons. Giancarlo Perego

All’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR
Via Largo Chigi 19, Roma - Direttore Marco De Giorgi
Avv. Simone Pacifici

All’Avvocato Immacolata Tropiano – Foro di Bologna

Alla Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza ECRI
Mr. Stefano Valenti
Al Gruppo Internazionale EveryOne
co-presidente Mr Roberto Malini
Al Consiglio d’Europa - Segretario generale questioni Rom
Mr Jeroen Schokkembroek
Assemblea Parlamentare sulla famiglia Consiglio d'Europa
Madame Liliane Maury  Pasquier
Alla Commissione Europea – Diritti e Cittadinanza
Madame Viviane Reading


Oggetto: Tentato sequestro e furto del bambino rom
ZLATAN SALKANOVIC, nato il 30 ottobre 2012 a Bologna

crimine commesso 
dai Servizi Sociali del Comune di Bologna

VIOLAZIONE CONVENZIONE DIRITTI DEL FANCIULLO
Legge n. 176 del 27 maggio 1991 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo – New York 20 novembre 2012

VIOLAZIONE della legge n. 184 del 4 maggio 1983
Sulla disciplina dell’adozione ed affidamento dei minori

Gentili istituzioni Internazionali e Nazionali, Ministri, Presidenti, Sindaci, Assessori, Monsignori, Commissari, difensori dei DIRITTI UMANI,  attraverso questa lettera voglio portarvi a conoscenza del tentativo di sequestro e furto del bambino rom, Zlatan Salkonovic, da parte dei Servizi Sociali del Comune di Bologna. Zlatan Salkanovic è nato a Bologna il 30 ottobre 2012, ore 16.45 c/o l’Ospedale di Sant’Orsola nel Comune di Bologna. La madre del bambino si chiama Brenda Salkanovic ed è nata a Bologna il 22 giugno 1996, il padre si chiama Ljubo Halilovic ed è nato a Faenza il 18 giugno 1992. Brenda e Ljubo provengono da famiglie con origine bosniaca ma, non sono mai stati neanche un giorno in Bosnia.  Il 15 giugno 2012 alle ore 15.49 a Bologna, negli uffici della Stazione dei Carabinieri di San Ruffillo, Brenda Salkanovic, accompagnata dal legale rappresentante dell’ Associazione Nazione Rom Marcello Zuinisi, denunciava l’aggressione e la violenza sessuale subita il giorno 13 giugno 2012 nei giardini di Via Torino da sconosciuti, l’aggressione e la violenza subita dal suo compagno Ljubo Halilovic e le violenze subite la notte tra il 13 e 14 giugno all’interno della Questura di Bologna.


Il 15 giugno 2012, sei deputati del Parlamento Italiano presentavano una interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri sui fatti in narrativa. Ad oggi, non è stata ancora fornita una risposta.



 Bologna - Ljubo Halilovic e la sua famiglia Rom


Dal 14 giugno 2012, ad oggi, l’Associazione Nazione Rom, e gli stessi genitori di Zatlan Salkanovic hanno costantemente comunicato all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali UNAR, al Contact Center, ed all’Avvocato Simone Pacifici innumerevoli violenze ed abusi subiti nella città di Bologna, compreso il sequestro di persona di Ljubo Halilovic, rinchiuso nei giorni 9, 10 ed 11 settembre 2012, in una cella di sicurezza della Questura di Bologna senza nessun motivo o provvedimento di Tribunale. Tenuto senza acqua e mangiare, minacciato la sera del 10 dagli agenti di polizia in turno di fratture di ossa e denti. 

 http://nazionerom.blogspot.it/2012/09/rombologna-gravissimo-abuso-di-polizia.html

L’Associazione Nazione Rom ha costantemente richiesto, al Comune di Bologna incontri ed avvio di procedure di tutela della giovane coppia attraverso lettere e telefonate. Il legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom Marcello Zuinisi ha ricevuto per questo motivo, minacce ed intimidazioni da parte del direttore del Quartiere di Navile di Bologna -  Andrea Cuzzani, ed è stato costretto a chiedere l’intervento della Polizia di Stato il 24 ottobre 2012, quando si è presentato negli uffici del dott. Domenico Pennizzotto in Via Sacileceto a Bologna.


24 ottobre 2012 - Quartiere Navile - Via Saliceto, Comune di Bologna
la volante (targa F8117) chiamata da Marcello Zuinisi,  legale rappresentante 
dell'Associazione Nazione Rom identifica Andrea Cuzzani Presidente del Quartiere


La vicenda della giovane coppia ha avuto un grande risalto mediatico sui giornali e radio locali. La stessa Chiesa Cattolica Italiana, Fondazione Migrantes, Pastorale per Rom, Sinti e Camminanti presieduta da Mons. Giancarlo Perego ha prestato ascolto e comprensione alla vicenda della famiglia Halilovic, sostenendo l’azione dell’Associazione Nazione Rom dall’ottobre del 2011.


La stessa Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sugli Affari Sociali e la Famiglia  ha permesso all’Associazione Nazione Rom di partecipare attivamente al 5° Meeting Internazionale ed alla Campagna “One of Five” svoltosi a Firenze il 17 Novembre 2011 dove è stata adottata la Convenzione di Lanzarote e la campagna mondiale per fermare ed arrestare le violenze sessuali contro i bambini.


L’Associazione Nazione Rom, ha continuata a rivolgere ai Servizi Sociali del Comune di Bologna lo stesso 30 ottobre 2012 chiedendo l’attivazione di un percorso di protezione per la giovane coppia e continuando a chiedere al Governo Italiano ed al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri un decreto legge di urgenza che garantisse a tutti i cittadini e minori, nati in Italia, di vedersi riconoscere il diritto di cittadinanza. 


27 giugno 2012 - Comune di Bologna - Ufficio Cittadinanza
Ljubo Halilovic, accompagnato dalla madre Jagoda Halilovic,
dal piccolo Braian e dal legale rappresentante dell'Associazione
Nazione Rom chiede il riconoscimento dei suoi Diritti. 
Ljubo è nato a Faenza il 18 giugno 1992


Nel pomeriggio del 31 ottobre 2012, si sono presentati, nell’Ospedale di Sant’Orsola delle Assistenti Sociali del Servizio Sociale di Via Castiglione 26 – Bologna. Queste, senza neanche rivolgersi ai Dottori, alle Ostetriche, al personale infermieristico si sono presentate davanti al letto dove si trovava Brenda Salkanovic che stava allattando il suo piccolo figlio Zlatan Salkanovic ed hanno strappato il bambino dalle braccia della madre chiedendoli di firmare dei fogli nei quali c’era scritto che lei prestava il suo consenso all’avvio delle procedure di affidamento ed adozione. Brenda si è rifiutata ed ha detto loro che lei ha partorito con dolore il suo bambino, lei ama il suo bambino, lei vuole crescere il suo bambino insieme al suo giovane compagno e marito (rito Rom) Ljubo Halilovic.

Le Assistenti Sociali hanno preso il bambino strappandolo dalle braccia della madre dicendogli “ti portiamo via il bambino” e “te devi andare in una comunità da sola”.
Il padre di Zlatan Salkanovic era presente alla scena ed è prontamente intervenuto denunciando ad alta voce il TENTATIVO DI SEQUESTRO E FURTO DI UN BAMBINO ROM. Le sue grida hanno fatto accorrere i dottori presenti. Questo hanno detto alle Assistenti Sociali come si permettevano di portare via un bambino ad una madre senza neanche assicurarsi delle condizioni di salute del piccolo.

Zlatan era stato auscultato dalla dottoressa in turno la sera del 30 ottobre. Zlatan ha un piccolo soffio al cuore e doveva essere sottoposto a nuove visite prima di dimetterlo. Il comportamento delle Assistenti Sociali è stata quindi irresponsabile ed ha messo a repentaglio la stessa sicurezza sanitaria del piccolo.

Il comportamento dei Servizi Sociali del Comune di Bologna sta violando la Convenzione dei Diritti del Fanciullo adottata dalle Nazioni Unite a New York il 20 novembre del 1989 ed adottata in Italia con la legge n. 176 del 27 maggio 1991. La Convenzione recita nel suo preambolo: “La famiglia deve ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere il suo ruolo nella collettività. Il fanciullo deve essere educato in famiglia nello spirito degli ideali della Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, dignità, tolleranza, libertà, uguaglianza e libertà”. L’art 7 afferma il diritto al nome ed alla cittadinanza, all’appartenenza alla propria famiglia di origine. Art 9 diritto di non essere separato dai propri genitori. Art. 33, 34, 35 diritto di essere protetto contro ogni forma di violenza sessuale, contro il rapimento, la vendita o la tratta.


 Comune di Bologna - 27 giugno 2012
Marcello Zuinisi, Jagoda Halilovic, Ljubo Halilovic
ed il piccolo Braian  chiedono il rispetto dei Diritti Umani

Il comportamento dei Servizi Sociali del Comune di Bologna sta violando la legge n. 184 del 4 maggio 1983 che disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori. E’ il Presidente della Repubblica Italiana ha promulgare che: Titolo 1 dell’Affidamento dei Minori Articolo 1 “il minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria famiglia”

Brenda Salkanovic, nell’atto di ingresso nell’Ospedale di Sant’Orsola ha comunicato alla Direzione Ospedaliera il proprio domicilio a Bologna: Via Protti n. 15 c/o Halilovic.
L’Appartamento di Via Protti n. 15 – Bologna è stato affittato direttamente da Marcello Zuinisi, legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom (allegato). Da mesi stiamo chiedendo al Comune di Bologna di sostenere il nucleo familiare di Ljubo Haliulovic (padre), Brenda Salkanovic (madre), ed il piccolo Zlatan per poter avere un proprio appartamento dove vivere autonomamente. Attraverso il legale della famiglia, Avvocato Immacolata Tropiano avviato ogni tipo di azione giuridica per difendere ed affermare i diritti della giovane famiglia. Attraverso il Progetto “Casa della Pace e dell’Accoglienza nel Comune di Fosdinovo (Ms)” assicurare al capo-famiglia Rasim Halilovic un posto di lavoro a tempo indeterminato per affermare una indipendenza economica.


 Comune di Bologna - 2o giugno 2012
L'Assessore al Sociale Amelia Frascaroli discute
con Jagoda Halilovic sulla questione abitazione


Il padre di Zlatan, ha immediatamente informato i genitori di Brenda Salkanovic di quanto stava succedendo nell’Ospedale di Sant’Orsola a Bologna. Immediatamente giunti sul posto, i genitori di Brenda hanno deciso di far uscire la loro figlia ed il piccolo Zlatan al fine di garantirne l’incolumità da ulteriori tentativi di sequestro.

Attraverso questa lettera ci appelliamo al Ministero degli Interni al fine di assicurare a Zlatan ed i suoi genitori il Diritto di Cittadinanza, al Comune di Bologna perché permetta alla giovane coppia di sposarsi secondo il rito dello Stato Italiano, ai Servizi Sociali perché interrompano ogni ulteriore tentativo di sequestro di bambini rom, al Presidente del Tribunale di Bologna al fine di approfondire la collaborazione tra l’Associazione Nazione Rom e lo stesso Tribunale, alla Chiesa Cattolica di Bologna ed a Monsignor Ernesto Vecchi perché si affermi il principio del Vangelo e di Cristo e venga immediatamente concessa, temporaneamente, un appartamento alla giovane coppia, nell’attesa di regolarizzare ogni posizione giuridica. Agli organismi internazionali ed europei ad intensificare il controllo e monitoraggio sullo Stato italiano in relazione alla sottrazione illegittima dei minori rom alle proprie famiglie.


 La vita di Gesù è stata come un pane dato da 
mangiare a tutti quelli che aveva incontrato. 
Si è "spezzato" per tutti, senza risparmiarsi mai.


Raccogliamo e rilanciamo l’appello del Gruppo Internazionale EveryOne perché si formi urgentemente una COMMISSIONE di INCHIESTA INTERNAZIONALE che indaghi sul fenomeno della sottrazione illegale ed il rapimento dei minori rom alle loro famiglie di origine, ai loro padri ed alle loro madri e si interrompa questo CRIMINE CONTRO l’UMANITA’.

Chiediamo alle organizzazioni mondiali di tutela dei Diritti Umani, a tutte le organizzazioni della Società Civile Rom di sottoscrivere questa lettera e sostenere le ragioni ed il diritto dei bambini rom, delle madri rom, dei padri rom e dell’intera Nazione Rom.

Ricordiamo le parole del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana CEI, Monsignor Angelo Bagnasco a Genova in occasione di una visita alle famiglie Rom di Bolzaneto:
“ Per voi la vita è sacra. Nella vostra comunità, tradizione, cultura - ha detto - i figli sono una grande ricchezza. “





ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
Via Ricortola 166, Marina di Massa
54100 Massa, italia
Tel +39 3281962409  +39 3209489950

domenica 21 ottobre 2012

Comune di Seravezza (Lu) - DIRITTI UMANI per TUTTI - il 22 ottobre 2012 la società civile rom organizza una manifestazione per chiedere una casa ed un lavoro per tutte le famiglie rom


Diritti Umani - lo scudo della Nazione Rom per difendersi dal Nazismo



Manifestazione - Comune di Seravezza (Lu)
Lunedì, 22 ottobre 2012    ore 9.00 – 14.00
Diritti Umani per tutti

In Italia, Toscana, Versilia ed a Seravezza da troppo tempo si verificano gravissimi reati contro la legge.
Fondi Sociali Europei, denaro Pubblico, vengono usati illecitamente alimentando corruzione e criminalità organizzata. Abusi d’ufficio, omissione di direttive governative ed europee, violazioni delle direttive comunitarie 2000/43/Ce contro la discriminazione razziale ed uguaglianza di trattamento e 2004/38 Ce sulla libertà di circolazione ed insediamento.

Vittima di queste politiche discriminatorie è la società civile europea.
“Le politiche di corruzione alimentano il razzismo, il fascismo ed il nazismo”

Il 17 agosto 2012 a Seravezza un gravissimo attentato alla vita umana. Bottiglie molotov incendiare e sassi sono stati scagliati contro i bambini, le donne e gli uomini che vivevano sotto il cavalcavia dell’area terminal di Querceta. Il 21 luglio 2012 46 nostri concittadini sono partiti su un pullman in direzione di Gruia - Romania. La cabina di regia coordnata da Matteo Giordano (Rifondazione Comunista) ha utilizzato dei fondi pubblici istituiti il 18 giugno 2012 con delibera 554 dalla Regione Toscana, affidati al Sindaco Ettore Neri del Comune di Seravezza e da questi dati a Silvano Taratarini e Lupo Ion dell'Associazione Berretti Bianchi per un progetto di "rimpatrio assistito". Il progetto doveva garantire la ristrutturazione delle abitazioni delle famiglie a Gruia e l'avvio dei una attività agricola e di allevamento. Il progetto si è rilevato una grave truffa: nessuna azienda è stata costruita e la maggioranza delle case non ristrutturate. I cittadini di Gruia sono tornati in Italia e si sono rivolti ai Carabinieri di Viareggio e Querceta denunciando gravi abusi, violenze, intimidazioni, minacce ricevute dai referenti dei Berretti Bianchi. Silvano Taratrini e Ion Lupo hanno comprato una villa del valore di 10.000 euro con cancello automatico ed una jeep di lusso con i soldi destinati alle famiglie rom. La situazione è drammatica e molti concittadini Rom vivono di nuovo sotto i ponti. Chi non si è fatto ingannare vive in roulotte senza acqua, luce, e riscaldamento. L'inverno è alle porte. La nostra manifestazione vuole affermare i diritti umani per tutti. Chiediamo il rispetto della Strategia di inclusione varata dal Consiglio dei Ministri il 24 febbraio 2012 in attuazione dell'accordo quadro europeo sottoscritto a Bruxelles da tutti gli stati membri il 5 aprile 2011. Chiediamo a tutti i Comuni della Versilia e alla Regione Toscana di applicare le direttive europee e governative, applicare la strategia di inclusione per Rom, Sinti e Camminanti: casa, lavoro, scuola e protezione sanitaria per tutti. La società civile rom si rivolge a tutti gli italiani, agli immigrati, a tutti i cittadini per unirsi e lottare contro la mafia, la criminalità, la corruzione, il razzismo, il fascismo ed il nazismo. Tutti possono trovare una protezione sotto lo scudo della Nazione Rom. Siamo tutti figli dello stesso padre e della stessa madre. Siamo tutti uguali. Siamo tutti esseri umani. Siamo tutti Rom. La nostra bandiera rappresenta il cielo e la terra. La nostra bandiera rappresenta l’umanità. Ogni famiglia, ogni cittadino è nostro delegato. Ognuno di noi è responsabile. Non abbiamo un capo, siamo tutti capi e responsabili della nostra vita.

CASA e LAVORO per TUTTI

INTERCULTURALITA’ ed AUTODETERMINAZIONE


ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
Tel  +39 320 9489950  -   +39 3281962409     email nazione.rom@gmail.com
 

martedì 9 ottobre 2012

ROM a SERAVEZZA: fallito il progetto di rimpatrio assistito. Di nuovo sotto i ponti la famiglie con anziani, donne e bambini. Nuovo esposto presentato alla Magistratura con la denuncia delle illegalità, gli abusi ed il razzismo anti-rom


Seravezza 9 ottobre 2012
i bambini rom chiedono alla Polizia di Stato ed ai Carabinieri 
di essere protetti dal Razzismo degli Amministratori e di
chi istiga e pratica odio razziale. Il 17 agosto 2012 bottiglie molotov
sono state gettate dal cavalcavia contro i bambini e le loro famiglie


Seravezza (Lu) 9 ottobre 2012

Stazione dei Carabinieri di Viareggio (Lu)

Procura della Repubblica
c/o il Tribunale di Lucca
c/o il Tribunale di Pisa
c/o il Tribunale di Firenze

Il sottoscritto Zuinisi Marcello di professione Educatore Professionale, legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, residente in Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms) identificatosi tramite documento di identità n° AR 5207074 rilasciato dal Comune di Amelia (Sp) il 29/06/2010

Oggetto:  esposto querela/denuncia contro

Regione Toscana – Direzione Generale diritti di cittadinanza e coesione sociale

Comune di Seravezza – Sindaco Ettore Neri

Silvano Tartarini – Associazione Berretti Bianchi – Seravezza
Avvocato Massimo Focacci – Associazione Berretti Bianchi


Spettabili Procuratori delle Repubblica.

Attraverso questa lettera voglio continuare a portarvi a conoscenza di gravi abusi istituzionali che si stanno verificando da mesi nella Regione Toscana ed in particolare nelle città di Seravezza (Lu)  ed in tutta la Versilia ai danni delle comunità rom presenti.

Il 15 giugno 2012, il Ministro dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi, titolare del Dicastero ha inviato, con protocollo MCII 0001995, una lettera con  disposizioni impartite alle istituzioni per attuare la strategia nazionale di inclusione della popolazione Rom. (allegato 1)

Il documento indirizzato al Ministero degli Interni, alle Prefetture, alle Regioni, alle Province ed a tutti i Comuni d’Italia contiene le linee di indirizzo a cui tutti i soggetti operanti nel pubblico e nel privato devono attenersi per raggiungere gli obiettivi preposti e prefissati nel quadro europeo secondo un modello di “governance” multidimensionale.

Con la comunicazione n. 173 del 5 aprile 2011 recante “Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020”, la Commissione Europea ha affermato l’improcrastinabile esigenza di superare le situazione di emarginazione economica e sociale della principale minoranza d’Europa.

Il provvedimento europeo – muovendo dalla considerazione che l’inclusione dei Rom comporterà non solo vantaggi sociali, ma effetti positivi sul piano economico, sia per i Rom, sia per le comunità di appartenenza – ha sollecitato tutti gli Stati membri all’adozione o allo sviluppo di una impostazione globale per la loro integrazione e per il sostegno di alcuni obiettivi di rilevanza primaria: accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria ed all’alloggio.

Lo Stato Italiano ha sottoscritto la comunicazione n. 173 del 5 aprile 2011 con la firma dell’accordo quadro apposta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dall’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il Consiglio dei Ministri ha varato il 24 febbraio 2012 il documento “strategia nazionale di inclusione dei Rom in attuazione comunicazione commissione europea n. 173” indicando quale punto di contatto nazionale - PCN – per l’attuazione della stessa l’UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI – UNAR.

Il 22 maggio 2012 la Commissione Europa si è espressa sul documento: pur criticandone alcune parti di debolezza del documento ha invitato lo Stato Italiano ad applicare concretamente ed attuare la strategia. Sul territorio saranno definiti TAVOLI REGIONALI e LOCALI con rappresentanti della Amministrazioni periferiche statali, delle regionali, delle province e dei comuni con il coinvolgimento delle Associazioni e degli Enti della Società Civile impegnate nella tutela delle COMUNITA’ ROM e di RAPPRESENTANTI delle medesime comunità.

L’ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM ha aderito ufficialmente alla STRATEGIA di INCLUSIONE per la COMUNITA’ Rom il 29 febbraio 2012 attraverso un proprio documento ed uno STATUTO nel quale si fondano i cardini per la nascita di CONSIGLI NAZIONALI - Regionali e Locali – ROM creando i presupposti per lo sviluppo di un DIALOGO tra PARI come previsto dall’accordo quadro n. 173 del 5 aprile 2011. e ribadito nella comunicazione della COMMISSIONE EUROPEA il 24 ottobre 2011 con protocollo JUST/D4 IN/st/ Ares (2011) 1133029. Su incarico della Commissione Europea e della FRA – European Union Agency for Fundamental Rigth abbiamo realizzato nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre 2011 una indagine qualitativa sulla condizione di vita della popolazione Rom in tutta la Toscana. All’interno delle riunioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa svoltesi in Toscana abbiamo invitato le SS.LL a tavoli di confronto ed elaborazione di una strategia di inclusione.


Massa, Via Ricortola 166 -  3 ottobre 2012
Basta Razzismo - Siamo tutti Rom
Marcello Zuinisi - legale rappresentante
Associazione Nazione Rom


Al fine del pieno successo delle iniziative che con l’adozione della Strategia si è voluto intraprendere, un ruolo primario primario sarà svolto dalle SS.LL. attraverso il più ampio supporto alle iniziative da realizzarsi con l’UNAR – Punto di Contatto Nazionale e con la partecipazione ai Tavoli Regionali e Locali Il Ministro dell’integrazione e Cooperazione internazionale Andrea Riccardi  confida nella collaborazione delle SS.LL.
Per l’attuazione della Strategia di Inclusione per la popolazione Rom.

L’Associazione Nazione Rom, il 12 aprile 2012, ha consegnato ufficialmente alla Regione Toscana – Assessorato al Welfare di Salvatore Allocca, al Comune di Pisa e ai comuni interessati dalla presenza della comunità Rom la richiesta di convocazione di un Tavolo Regionale e Locale di inclusione per la popolazione Rom chiedendo la coerente applicazione della Strategia varata dal Consiglio dei Ministri il 24 febbraio 2012

La Regione Toscana le Prefetture ed i Comuni omettono nelle proprie disposizioni amministrative la Strategia di Inclusione Sociale per Rom, Sinti e Camminanti continuando una pratiche lesiva della dignità umana, delle direttive europee 2004/38/Ce sulla libera circolazione, della direttiva europea 2000/43/Ce sulla non discriminazione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.  La vicenda in atto nel Comune di Seravezza  ed il “rimpatrio assistito” delle famiglie Rom presenti sotto il cavalcavia della Stazione di Querceta l’esempio dell’ennesima deportazione e truffa legalizzata ai danni della popolazione rom in atto in Toscana.

Per l’Attività di rappresentanza della popolazione Rom lo scrivente ha subito intimidazioni e minacce di morte denunciate alla Pubblica Autorità il 1 ottobre 2011 ed il 2 ottobre 2012 (allegato 3)

Massa 3 ottobre 2012
Minacce e razzismo contro l'Associazione Nazione Rom


Alcuni cittadini europei di etnia Rom che avrebbero accettato il piano dei “rimpatri assistiti” sono stati espulsi dalla Prefettura di Lucca pochi giorni prima della “libera partenza” per la Romania avvenuta in in gran silenzio il 21 luglio 2012. E’ il caso di Adrian Iancu che riceve notifica di ordine di espulsione il 9 luglio 2012 dal Commissariato di Forte dei Marmi – Ufficio Immigrazione. Nella notifica il cittadino Adrian Iancu viene invitato a presentare ricorso entro 20 giorni quando il termine stabilito dalle direttive europee 2004/38/Ce è di 30 giorni. L’espulsione ordinata dal Prefetto di Lucca dott. Maccari è del 26 luglio 2010. Adrian iancu è presente in Italia dal 2004, è cittadino europeo, ma viene ugualmente espulso. (allegato 2)

Prefettura di Lucca - 9 luglio 2012
notifica espulsione per il cittadino rom Incu Adrian


Secondo la Regione Toscana – Cabina di regia di Matteo Giordano ed Assessore Salvatore Allocca, il Comune di Seravezza – Sindaco Ettore Neri, Assessore al Sociale Roberta Lombardi, Responsabile Politiche Sociali Alessandra Foffa e Associazione Onlus Berretti Bianchi – responsabile politico Silvano Tartarici ed Avvocato Massimo Focacci Adrian Iancu avrebbe accettato liberamente di tornare in Romania.

Il 18 giugno 2012 la Regione Toscana violando le direttive governative del 15 giugno 2012 (protocollo MCII 0001995) approva delibera n. 544 per piano inserimento Rom Comune di Seravezza. Il piano esplicitato nel piano A allegato alla delibera prevede la creazione di una Azienda Agricola a Gruia in Romania e la ristrutturazione delle abitazioni delle famiglie Rom. (allegato 3a, 3b)

Il 21 settembre 2012 si tiene a Firenze il convegno di studio organizzato dalla Regione Toscana e Fondazione Michelucci. Ampio spazio viene dato alla Cabina di Regia  Rom della Regione Toscana Matteo Giordano, all’Assessore al Sociale del Comune di Seravezza Roberta Lombardi, al Responsabile Politico dei Berretti Bianchi Silvano Tartarini ed al Consigliere Nazionale di AIZO Angelo Gandolfi. I relatori esprimono davanti al Vice Prefetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale Angelo Carbone le lodi all’azione di rimpatrio assistito garantendo del pieno successo dello stesso. “Tutti i beneficiari lavorano e hanno ristrutturato la propria casa” sono le loro parole. Silvano Tartarini consegna, ai margini del convegno le “foto” provanti il successo del progetto al funzionario della Regione Toscana Giovanni Lattarulo.

Firenze 21 settembre 2012 - convegno rom organizzato dalla Regione Toscana
Il Vice Prefetto del Ministero Integrazione e Cooperazione Internazionale
Angelo Carbone e Nanu Ghiocel rappresentante delle famiglie Rom
di Firenze in Piazza Santissima Annunziata ascoltano le relazioni
della Cabina di regia rom della Regione Toscana


La realtà è invece completamente diverse da quella presentata al Vice Prefetto Angelo Carbone. In Romania a Gruia si è consolidata, nei mesi, la TRUFFA LEGALIZZATA denunciata dallo scrivente alla Magistratura dal 2 luglio 2012 attraverso numerosi esposti. Nel mentre i responsabili della DEPORTAZIONE ETNICA tessevano le lodi alla loro azione le famiglie Rom di Gruia hanno iniziato a tornare a Seravezza spinte da necessità primarie: i bambini hanno fame, l’azienda agricola non produce nessuna ricchezza, le case non sono state restaurate 
( tranne tre camere), non c’è corrente elettrica.

I primi cittadini europei di etnia Rom a rientrare a Seravezza sono Elisabetta Raducan (Barca) insieme ad alcuni familiari e Lola insediatasi a Pietrasanta. In particolare è Elisabetta Barca a presentarsi ai Carabinieri di Querceta (Lu) con la volontà di protocollare denuncia per i torti e la truffa subita. I responsabili dell’Associazione Onlus Berretti Bianchi invece di difendere le esigenze primarie di donne e bambini attaccano pubblicamente l’Associazione Nazione Rom e la società civile rom di Gruia attraverso lettere diffamatorie inviate alle istituzioni in data 9 ottobre 2012. (allegato 4)


Elena Raducan e la sua famiglia
rimpatriati in Romania e tornati in Toscana

Altri cittadini rom, intere famiglie tornano a Seravezza nel corso degli ultimi cinque giorni. Adrian Iancu con moglie e tre piccoli bambini sono costretti a sistemarsi sotto un ponte accanto alla Stazione ferroviaria di Querceta/Forte dei Marmi. Contattano Silvano Tartarini chiedendo un aiuto., una roulotte dove vivere. La risposta del responsabile politico dei Berretti Bianchi è: “non ho più soldi, non posso fare niente per voi”

Adrian Iancu contatta l’Associazione Nazione Rom denunciando la truffa subita da parte della Regione Toscana, Comune di Seravezza ed Associazione Onlus Berretti Bianchi. 

Seravezza (Lu) 9 ottobre 2012
Adrian Iancu ed i suoi bambini
dormono sotto i ponti di Seravezza


Domenica 7 ottobre la famiglia supportata dallo scrivente si reca nella Chiesa di Sant’Antonio a Ripa – una frazione di Seravezza. Con la musica suonata da una chitarra si chiede solidarietà ai fedeli accorsi per la messa celebrata da Don Roberto. La risposta dei fedeli è quella della solidarietà. Don Roberto si mette a disposizione e contatta il Responsabile della Caritas di Pisa ed il Vescovo della diocesi. La richiesta è quella di poter avere una camera per non far dormire i bambini sotto il ponte.

Seravezza (Lu) 7 ottobre 2012
la famiglia di Adrain Iancu si rivolge
alla Chiesa di Sant'Antonio a Ripa
Comune di Seravezza

La mattina del 9 ottobre, l’intero nucleo familiare si reca insieme allo scrivente nel Comune di Seravezza dove viene richiesto un appuntamento urgente con il Sindaco Ettore Neri. Nel mentre si attendeva una risposta è apparso al primo piano il Sindaco di Seravezza che sollecitato dallo scrivente ad occuparsi del nucleo familiare rispondeva: “ci sono tanti bambini che sono poveri. A me di loro non frega niente” ed allontanandosi aggiungeva “non mi rompere i ciglioni”. Le frasi venivano dette di fronte allo scrivente,ai genitori dei bambini ed ai bambini stessi.

La responsabile delle Politiche Sociali del Comune di Seravezza si trovava a soli cinque metri dal luogo dove avveniva l’ennesima discriminazione razziale, un abuso dei più elementari diritti umani. Tre piccoli bambini dormono al freddo, sotto l’acqua ed il Sindaco esprime il concetto di mussoliniana memoria: “Non mi frega niente”. Alessandra Foffa veniva sollecitata ad intervenire ma questa affermava: “chiamate Silvano Tartarini”

Sconcertati da un atteggiamento del più elementare disprezzo dei diritti umani l’intero nucleo si allontanava dal Comune e si dirigeva alla Stazione dei Carabinieri di Querceta, dove Andrian Incu esplicitava al Brigadiere di turno di voler precedere a denuncia verso Silvano Tartarini. Il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Querceta contattava quindi il Comando della Stazione dei Carabinieri di Viareggio, titolare delle indagini che la Procura di Lucca sta conducendo sugli abusi in atto da mesi sul territorio della Versilia.

Nella sala di attesa lo scrivente contattava quindi l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR riferendo ogni singolo dettagli agli abusi e discriminazioni in corso. E’ lo stesso Adrian Incu a parlare telefonicamente con UNAR e denunciare gli abusi subiti.

Usciti dalla Stazione dei Carabinieri di Querceta l’intero nucleo tornava sotto il Ponte di Seravezza. Altre famiglie nel frattempo giunte da Gruia – Romania denunciavo allo scrivente di aver subito una truffa. Erano partite per Gruia convinti che avrebbe realmente trovato un progetto di accoglienza. Le loro case non sono state restaurate, non c’è niente da mangiare, il freddo intenso è già arrivato in Romania. 

Con le lacrime negli occhi, la disperazione e la rabbia di chi è stato letteralmente deportato ed ingannato il cittadino Rom Nicolae Pavel e sua moglie Elisabetta Pavel mostrano le foto della loro umile casa di Gruia: “il tetto sta crollando” aggiungendo “in Romania è freddo, non c’è da mangiare”.

Nicolae Pavel e sua moglie Elisabetta mostrano le foto 
della loro casa a Gruia in Romania. Vittime del progetto
di "rimpatri assistito" varato dalla Cabina di regia rom 
della Regione Toscana chiedono una casa ed un lavoro

Accanto a lui un'altra tenda dove vive il nipote. Nico Dumitru abita in questa tenda insieme a sua moglie Anita. Lei è incinta di un bambino. A distanza di soli due mesi e mezzo le famiglie Rom sono costrette a vivere sotto i ponti di Seravezza.

Sono decine i cittadini rom di Gruia tornati a Seravezza ed in Versilia vittime di un “progetto di rimpatrio assistito” che si è rilevato nella sua cruda realtà. L’unico obiettivo perseguito dalle amministrazioni locali è stato quello di allontanare quanti più famiglie rom dal territorio. Un progetto di DEPORTAZIONE.


Nico e sua moglie Aremia vivono di nuovo sotto i ponti del Comune di Seravezza
Aremia è incinta ed aspetta un bambino. Dove sono i diritti umani in Toscana?


Le altre famiglie Rom che vivevano nel territorio sono state dislocate nei Comuni di Forte dei Marmi (SP 54), Pietrasanta, Seravezza, Ponte a Stazzema. Per nessuna di loro è stato offerto una accoglienza rispettosa delle direttive governative ed europee. Non c’è acqua, ne luce, ne servizi igienici.

Comune di Forte dei Marmi - Strada provinciale 45
Le famiglie Rom vivono sulla strada senza acqua
luce e servizi igienici. Questa è la l'accoglienza della
Regione Toscana e della Versilia?

Nel territorio stanno rinascendo dei campi formati da tende e baracche. Le condizioni di vita sono assolutamente precarie. I topi continuano ad assaltare donne e bambini.


Versilia Storica - baracche, tende e topi
i diritti umani sono violati nella Regione Toscana

L’ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM ha aderito ufficialmente alla STRATEGIA di INCLUSIONE per la COMUNITA’ Rom varata dal Governo Italiano  il 29 febbraio 2012 attraverso un proprio documento ed uno STATUTO nel quale si fondano i cardini per la nascita di CONSIGLI NAZIONALI - Regionali e Locali – ROM creando i presupposti per lo sviluppo di un DIALOGO tra PARI come previsto dall’accordo quadro n. 173 del 5 aprile 2011. e ribadito nella comunicazione della COMMISSIONE EUROPEA il 24 ottobre 2011 con protocollo JUST/D4 IN/st/ Ares (2011) 1133029.

Su incarico della Commissione Europea e della FRA – European Union Agency for Fundamental Rigth abbiamo realizzato nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre 2011 una indagine qualitativa sulla condizione di vita della popolazione Rom in tutta la Toscana. All’interno delle riunioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa svoltesi in Toscana abbiamo invitato le SS.LL a tavoli di confronto ed elaborazione di una strategia di inclusione. Il monitoraggio delle condizioni di vita della Popolazione Rom presente in Toscana è costante. Quotidianamente vengono inviati Report al Governo Italiano, Unar, Commissione Europea contro il razzismo e l’Intolleranza – ECRI, Consiglio d’Europa.

Ricordando che in base alla normativa vigente i Sindaci sono responsabili della vita dei cittadini nei territori da loro amministrati. 
 
Tutto quanto sopra premesso e considerato, lo scrivente dichiara di proporre

denuncia – querela


nei confronti di tutti coloro che saranno individuati ed identificati dalla S.V. Illustrissima, per tutti quei fatti di rilevanza penale che la S.V. dovesse ravvisare nei fatti di cui in narrativa, per i quali essa fosse condizione necessaria per la procedibilità, così manifestando la propria volontà perché si proceda penalmente nei confronti dei suddetti così come individuati ed identificati.

Faccio sin da ora espressa riserva di costituirsi parte civile per le restituzioni ed il risarcimento dei danni nel procedimento penale che la S.V. illustrissima dovesse ritenere di instaurare, nominando quale proprio difensore, ai sensi dell’art. 101 c.p.p. l’Avv. Gianni Mannucci del Foro di Firenze, con studio in Firenze, Via Stradivari nr. 23, presso il quale eleggo domicilio.

Ai sensi dell’art. 408 c.p.p. chiedo di essere informato di un’eventuale richiesta di archiviazione, anche parziale, nonché dell’eventuale proroga del termine di indagine ex art. 406 c.p.p.

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 459, comma primo, c.p.p., formulo sin da ora opposizione all’eventuale definizione del procedimento con decreto penale di condanna.

Sono a completa disposizione dell’Autorità inquirente per fornire ulteriori riscontri a quanto denunciato riservandomi la produzione di ulteriore documentazione.



Con osservanza.

Marcello Zuinisi
Educatore Professionale
Legale rappresentante Associazione Nazione Rom
Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms)
Tel: +39 320 9489950  +39 3281962409



Si allega in copia

Allegato 1
Circolare 15 giugno 2012, il Ministro dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi, titolare del Dicastero ha inviato, con protocollo MCII 0001995 – comunicato stampa Associazione Nazione Rom 22 giugno 2012

Allegato 2
Esplulsione  (e relative notifiche) del cittadino Adrian Iancu – Prefettura di Lucca

Allegato 2
a) estratto del verbale seduta Regione Toscana del 18.06-2012 delibera 544
b) allegato a delibera 544 del 18.06.2012

Allegato 3
Denuncia per minacce di morte subite da Marcello Zuinisi – Carabinieri di Latina 1 ottobre 2011
Denuncia per discriminazioni razziali subite da Marcello Zuinisi – Questura di Massa  2 ottobre 2011

Allegato 4
Lettera inviata alle istituzioni di Silvano Tartarini ed Avv. Massimo Focacci

Allegato 5
Fotografie delle famiglie Rom tornate in Versilia dalla citta di Gruia in Romania



Associazione Nazione Rom
Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms)
Tel: +39 320 9489950  +39 3281962409


venerdì 28 settembre 2012

ROM VERSILIA - DEPORTAZIONI, RAZZISMO ED ILLEGALITA’ ANTI-ROM IN TOSCANA - LE BUGIE DI SILVANO TARTARINI (Berretti Bianchi Onlus) e degli Amministratori


 Raducan Elena e la sua famiglia. Deportata in Romania 
a Gruia è tornata in Italia nel Comune di Seravezza
Chiede un lavoro per dare da mangiare ai suoi bambini


28 settembre 2012  -  Seravezza - Lucca

Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi
All’Assessore al Welfare della Regione Toscana Salvatore Allocca
Alla Cabina di Regia Rom – Regione Toscana Matteo Giordano
Al Sindaco di Seravezza Ettore Neri
Al Sindaco di Forte dei Marmi
Al Sindaco di Pietrasanta
Al Sindaco di Stazzema

e p.c. alla Procura di Lucca

Al Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero per l’Integrazione e la Cooperazione Internazionale
UNAR

Al Consiglio d'Europa
All'ECRI
Alla Commissione Europea
Alla F.R.A.
All’OHCHR


DEPORTAZIONI, RAZZISMO ED ILLEGALITA’ ANTI-ROM IN TOSCANA

CONTINUA e si AGGRAVA LA TRUFFA LEGALIZZATA CONTRO I ROM DI
GRUIA – ROMANIA e contro i Rom presenti in VERSILIA 


28 settembre 2012
nel Comune di Seravezza nasce un nuovo campo di baracchine e tende
costruito dalle famiglie deportate in Romania a Giugno 2012



LE BUGIE DI SILVANO TARTARINI (Berretti Bianchi Onlus) e degli Amministratori

In  un articolo pubblicato sul Quotidiano Il Tirreno il 14 settembre 2012 e dal titolo: "solo due famiglie rimaste a Querceta. Il resto è razzismo" viene pubblicata un intervista rilasciata da  Silvano Tartarini Responsabile Politico dei Berretti Bianchi.



 21 settembre 2012
Silvano Tartarini - Responsabile politico dei Berretti Bianchi
durante il convegno organizzato dalla Regione Toscana e 
Fondazione Michelucci a Firenze - Sant'Apollonia


Silvano Tartarini ed i Berretti Bianchi hanno ricevuto il 18 giugno 2012 la somma di 58.000 euro per “rimpatriare” le famiglie rom presenti sotto il cavalcavia dell’area di Querceta in Romania. Il denaro pubblico è stato stanziato dalla Regione Toscana con delibera 544 ed affidato al Sindaco di Seravezza Ettore Neri. Il Sindaco ha poi dato questi soldi all’Associazione Onlus Berretti Bianchi.

La Regione Toscana – Cabina di Regia rom diretta da Matteo Giordano ha omesso nella delibera n. 544 le disposizioni governative ed europee impartite dal Governo Centrale il 15 giugno 2012. La stessa Regione Toscana ha organizzato una “giornata di studio” il 21 settembre 2012 a Firenze, una giornata sulla “questione rom”, una giornata a cui l’Associazione Nazione Rom non è stata invitata. 


21 settembre 2012 - Firenze - Sant'Apollonia
L'Associazione Nazione Rom era presente con decine di delegati
giunti da tutta la Toscana


Nel racconto fatto dai dirigenti della regione al Vice Prefetto del Governo Italiano Angelo Carbone, la Regione Toscana – Cabina di Regia rom ha omesso di raccontare il disastro causato il 15 giugno 2011 alla popolazione Rom di Quaracchi a Firenze. Anche in quel caso furono illecitamente usati fondi del Consiglio dei Ministri da utilizzare per integrare i cittadini Rom sul territorio per deportare 120 cittadini europei. Anche in quel caso i finanziamenti furono dati ad una Onlus, la Caritas Diocesana di Firenze. I fondi stanziati furono 400.000 euro con delibera 279 del 26 aprile 2011 – Regione Toscana. Il denaro pubblico venne dato dalla Regione Toscana ai Sindaci di Firenze – Matteo Renzi ed al Sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi e da questi al legale rappresentante della Caritas Andrea Gori il 16 giugno 2011. Nello stesso giorno le baracchine delle famiglie Rom a Quaracchi vennero rase al suolo. I cittadini Rom di Quaracchi (Firenze) furono ingannati: “andate in Romania, vi aiutetemo con il lavoro e potrete ristrutturare le vostre case” le parole usate dalla Caritas per convincere le famiglie Rom a lasciare la Toscana. Solo 80.000 euro furono realmente assegnati alle famiglie Rom, la restante parte (320.000 euro) sono spariti.

Dei 120 cittadini Rom una parte non è mai realmente partita perché non accettava di essere deportata ed una parte (circa 60 persone sono andate in Romania). Oggi tutti questi cittadini vivono a Firenze in località Quaracchi ed abitano in delle baracche identiche a quelle demolite dai Sindaci e dalla Prefettura il 15 giugno 2011. Nelle baracche non c’è acqua, elettricità, servizi igienici.


21 settembre 2012 - Firenze - Sant'Apollonia
 Il Vice Prefetto Angelo Morcone ascolta insieme
a Nanu Ghiocel - rappresentante delle famiglie Rom
di Piazza SS Annunziata le relazioni degli Amministratori
della Regione Toscana e dei Comuni


Nel recente incontro promosso a Firenze dalla Regione Toscana insieme alla Fondazione Michelucci il 21 settembre 2012 nessun rappresentante delle istituzioni ha minimamente accennato ai risultati del disastro commesso contro la popolazione Rom. All’incontro era presente il Vice Prefetto Angelo Carbone della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il dott. Carbone ha incontrato alcuni  Rom di Quaracchi e le decine di delegati dell’Associazione Nazione Rom presente all’incontro nonostante non fosse stata inviatata (altra violazione e non rispetto della Strategia di Inclusione varata dal Governo) che hanno denunciato al Vice-Prefetto le tremende condizioni di vita nelle quali si trovano le famiglie, le donne ed i bambini. Vi sono infezioni che colpiscono i neonati costretti all’esclusione sociale da politiche razziste, politiche di corruzione ed illegalità istituzionali.

Altri delegati e delegate dell’Associazione Nazione Rom hanno denunciato le truffe subite con i “rimpatri assistiti” nel 2009, anno in cui sono iniziate le DEPORTAZIONI ANTI-ROM.


 21 settembre 2012 - Firenze - Sant'Apollonia
 Il Vice Prefetto Angelo Carbone a colloquio
con Stefan Muries del Consiglio Direttivo
dell'Associazione Nazione Rom
La discussione verte sulla situazione dei 
cittadini Rom a Quaracchi - Fi


La Fondazione Michelucci riceve denaro dalla Regione Toscana come osservatorio sulle condizioni di vita dei Rom. Sfortunatamente agli osservatori della Fondazione Michelucci è calata una benda nera sugli occhi durante l’ultimo anno e non sono riusciti ad osservare, dalla prestigiosa villa con giardino nella quale lavorano a Fiesole, la realtà di Firenze e Sesto Fiorentino distante solo 5 chilometri dai prestigiosi studi fiesolani. Gli osservatori pagati dalla Regione Toscana non riescono ad osservare la vita dei rom a Firenze.  


 21 settembre 2012 - Firenze - Sant'Apollonia
Matteo Giordano Cabina di Regia Rom
 eSalvatore Allocca Assessore al Welfare della Regione Toscana
e Solimano Presidente della Fondazione Michelucci


E’ stata l’Associazione Nazione Rom che, su incarico ottenuto dall’Agenzia dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea ha monitorato le condizioni di vita delle famiglie rom escluse dai Sindaci. Gli studi, le drammatiche condizioni di vita della Popolazione Rom in Toscana sono stati resi pubblici dalla Commissione Europea il 21 maggio 2012, giorno in cui si chiedeva ai governi di applicare le strategie.

Sulla strada delle deportazioni, truffe ed inganni contro la Popolazione Rom di Quaracchi è stato quindi varato il progetto di DEPORTAZIONE dei Rom da SERAVEZZA a GRUIA in ROMANIA. “Apriremo una azienda agricola”, la promessa fatta ai Rom da Matteo Giordano, Ettore Neri e Silvano Tartarini.

Ad oggi, sono stati spesi 58.000 euro per aprire l’azienda agricola ma in Romania, a Gruia, nella azienda agricola non c’è neanche la corrente elettrica. I soldi nel frattempo sono finiti ed i bambini rom che vivono nella città di Gruia sono alla fame. Ai cittadini rom DEPORTATI in Romania è stato detto da Silvano Tartarini ed il capò Lupo Ion (detto Fiorello): “se tornate in Italia, se tornate a Seravezza in Toscana vi arrestano e vi mettono in carcere. Avete preso 700 euro e dovete rimanere a Gruia”.


Ma la fame non ascolta le minacce ed una donna coraggiosa, Elena Raducan decide di tornare a Seravezza insieme ai suoi parenti. Appena rientrata riceve immediatamente minacce: “vai via di qua, ti mangiamo le orecchie se non te ne vai”. Elena decide di rivolgersi ai Carabinieri supportata dall’Associazione Nazione Rom.

Silvano Tartarini non sa più che fare, il fallimento del progetto di DEPORTAZIONE angustia le sue notti. Dichiara di voler EDUCARE i ROM (i rom vivono uniti e sono solidali tra di loro ma la sua "educazione" è dividerli), lui gli insegnerà come devono vivere e cosa devono fare. Si comporta come il PADRONE dei ROM. Vende le roulotte alle famiglie Rom per 150 euro e poi attacca sul vetro delle finestrine delle stesse un cartello: “Associazione Berretti Bianchi Onlus – Silvano Tartarini ed Avvocato Massimo Focacci”. 

Silvano Tartarini vende le roulottes alle famiglie Rom al prezzo
di 150 euro e poi ci attacca un cartello con scritto
Associazione Berretti Bianchi Onlus - Gruppo Versilia Storica
un difensore dei diritti umani o un commerciante senza scrupoli?


Silvano Tartarini si rivolge al Quotidiano il Tirreno ed  afferma: "Riguardo la donna che è rientrata, Elisabetta Barca, la questione è complessa: ha insistito perchè le mettessimo la corrente elettrica, ma attualmente è una spesa che non possiamo fare. Da sola ha allora stipulato un contratto da 600 euro e pretende che noi la paghiamo, cosa che come già detto non possiamo fare. Per questo è ritornata in Italia, dove (altra notizia falsa data da Zuinisi) non ha familiari”

Le bugie di Silvano Tartarini hanno le gambe davvero corte.  Nella foto in allegato potete osservare la sig.ra  Raducan Elena Elisabetta con i propri familiari dopo essere rientrata in Italia. Elena come tutti i Rom di Seravezza ha numerose parentele con le famiglie Rom presenti nel territorio. 



Il Tirreno 25 settembre 2012
la replica dell'Associazione Nazione rom 
alle bugie di Silvano Tartarini


Elena ha subito violenze, intimidazioni e minacce denunciate da tempo ma non si arrende. Ha ricostruito delle nuove baracchine e piantato delle tende. Deve fare elemosina nelle strade per trovare qualche euro da mandare ai suoi figli che patiscono la fame in Romania. Elena spesso piange pensando alle terribili condizioni in cui sono costretti a vivere. Elena vuole far venire in Italia il marito ed i suoi bambini. Elena vuole un lavoro. Elena vuole rimanere viva, non vuole morire di fame.

In Toscana, nella zona della Versilia Storica esiste il razzismo, il 17 agosto 2012 si sono verificati lanci di bottiglie molotov e sassi contro i bambini e le famiglie Rom al culmine di tensioni e discriminazioni razziali su cui vari politi locali hanno cercato e cercano di costruire il proprio successo e consenso elettorale. Spesso è la politica delle istituzioni italiane ad alimentare il razzismo.


L’Assessore al Sociale Roberta Lombardi è intervenuta alla giornata di studio organizzata dalla Regione Toscana il 21 settembre. Dalle sue labbra non è mai uscita una parola di condanna per il vile razzismo della Versilia storica. I gravissimi episodi sui quali l’UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, la Polizia Postale ed i Carabinieri stanno indagando non sono stati nemmeno ricordati. Il suo intervento è stato totalmente incentrato sulla “qualità” del progetto di “rimpatrio assistito” esaltandosi quando Matteo Giordano a dichiarato che intende trasmettere i risultati del Progetto all’Unione Europea.

 21 luglio 2012 - Firenze - Sant'Apollonia
L'Assessore al Sociale del Comune di Seravezza 
e Matteo Giordano Cabina di Regia Rom della 
Regione Toscana


Probabilmente ne Matteo Giordano e l’Assessore al Sociale Roberta Lombardi sanno che il Consiglio d’Europa è impegnato a costruire una alleanza tra le città e le regioni che vogliono accogliere i Rom, non DEPORTARLI. Probabilmente le orecchie dell’Assessore non ascoltano ancora il pianto dei bambini Rom di Gruia che dicono alle proprie mamme: “ho fame”

Le famiglie presenti nel territorio sono state dislocate in vari punti della Versilia  tra cui quattro nel Comune di Seravezza in Via Lombardi n. 1314.


Il Comune di Seravezza e la Regione Toscana, nell’area dove sono state fatte parcheggiare le roulotte (kampine) delle famiglie Rom sono in corso importanti lavori di ristrutturazione di dodici edifici ad uso abitativo. 

Le Kampine in Via Lombardi n. 1314
Comune di Seravezza

Vorremmo tanto chiedere al Sindaco Ettore Neri se quattro di queste abitazioni sono destinate alle famiglie Rom. Lo vorremmo chiedere insieme alle donne ed ai loro figli. Uno di loro, piccolissimo, si trova da due mesi all’Ospedale Pediatrico della Versilia per curare una brutta malattia. Tra qualche giorno, se tutto va bene, dovrebbe uscire. 

i lavori in corso in Via Lombardi n. 1314
Comune di Seravezza


Sarebbe bello per lui, la sua giovane mamma ed il papà avere una casa dove trascorrere l’autunno e l’inverno al riparo di quattro mura invece di una gelida kampina chiusa tra le montagne di Seravezza. Chissà se il suo pianto e la sua voce arriveranno alle orecchie dell’Assessore al Sociale Roberta Lombardi.

L’Associazione Nazione Rom, nel frattempo ha stretto legami di fiducia e rispetto reciproco con le famiglie Rom di Gruia. Il primo di settembre il Professor Simon docente di lingua romanì a Gruia nella comunità rom composta da circa 900 cittadini di etnia rom dell’Unione Europea scriveva una lettera a Marcello Zuinisi dell’Associazione Nazione Rom, denunciando con un breve ma significativo testo  l'attuale situazione di disperazione e fame vissuta dai Rom a Gruia ed una secolare discriminazione razziale, ricordando l’OLOCAUSTO ROM mai riconosciuto: il PORRAJMOS.  La lettera del Prof. Simon è contenuta nella denuncia presentata ai Carabinieri di Seravezza il 10 settembre 2012 e pubblicata sul sito di Migrantes della Chiesa Cattolica Italiana.

http://www.siti.chiesacattolica.it/siti/allegati/9504/denuncia%20cc%2010%20settembre%202012%20allegato%20C.pdf

Silvano Tartarini, tra le bugie raccontate ai giornali ha detto però una verità dichiarando  alla stampa che nella casa di Raducan Elena non c'è la corrente elettrica. La situazione nelle altre case è analoga. Ci chiediamo: “come è possibile avviare una azienda agricola senza avere elettricità?”

La reale dimensione del Progetto per i Rom di Gruia si svela nella sua cruda realtà. L'unico obiettivo concreto e reale ricercato dalle autorità locali e dalle Amministrazioni è quello di allontanare quanti più rom possibile dal territorio, svelando la reale natura dell'operazione: DEPORTAZIONE ETNICA.

Il progetto varato dai berretti Bianchi con il Comune di Seravezza e la Regione Toscana ha assunto il carattere di una truffa legalizzata, dove, oltre agli abusi istituzionali sulla mancata applicazione della direttiva governativa indirizzata alla Regione Toscana ed al Comune di Seravezza il 15 giugno 2012 vi sono stati altre attività illegali ed illeciti di varie natura su cui la Magistratura Inquirente sta indagando.

Alle denunce presentate dall'Associazione Nazione Rom alla Magistratura Ordinaria in relazione agli illeciti contestati: 2 luglio 2012, 23 agosto 2012, il 10 settembre 2012 oltre alle sommarie informazioni rilasciate alla Stazione dei Carabinieri di Viareggio nella metà di Luglio 2012 si è aggiunta una denuncia politica letta e notificata alla Commissione Europea nell’incontro di Bruxelles del 26 settembre 2012 ed al Governo italiano nell’incontro di Firenze del 21 settembre 2012.

Gli di atti di natura illegale stanno inoltre continuano come le bugie dei politici, come dimostra il recente finanziamento del Comune di Forte dei Marmi di 10.000 euro dati al Comune di Seravezza e da questi al Responsabile Politico dei Berretti Bianchi Silvano Tartarini.

Il finanziamento doveva servire a dare una casa alle famiglie Rom rimaste sul territorio. La somma di 3.500 euro è stata invece data al sig. Lupu Ion (soprannominato "Fiorello") che con la sua macchina si è recato tre giorni fa a Gruia in Romania per "pagare" i lavoratori della fantomatica azienda agricola aperta dai Berretti Bianchi e quindi rientrare immediatamente in Italia. Ad oggi i lavoratori rom di Gruia non hanno ricevuto alcuno stipendio da Lupo Ion: “difficoltà con le banche è stata la sua giustificazione”. Probabilmente anche Fiorello non vede le lacrime dei bambini ne ascolta i loro lamenti. Ci sono persone che ascoltano solo una parola: DENARO.

Il denaro speso dal Comune di Forte dei Marmi per sostenere le DEPORTAZIONI. E’ il Vice Sindaco
 Michele Molino, vantandosi apertamente del proprio razzismo anti-rom a dichiarare alla stampa: “abbiamo dato 10.000 euro al Comune di Seravezza non avendo spazi idonei per accogliere queste persone 
 Michele Mulino dichiara ai giornali che nessun rom stazionerà sul territorio
di Forte dei Marmi. La Carta dei diritti Fondamentali dell'Unione Europea
afferma che ogni cittadino è libero di stazionare dove sceglie di insediarsi

Il Vice Sindaco dichiara: "nessun Rom è presente nella nostra amministrazione”

http://www.painforma.it/lu/forte-marmi/2012/08/22/contributo-rimpatrio-rom


28 settembre 2012
Comune di Forte dei Marmi
Strada Provinciale 54 - Via Sipe
accanto al Camping Internazionale Versilia 
Quale sicurezza per i cittadini Rom?
Vivere su una strada per essere attaccati dai razzisti
con le bottiglie incendiarie?


Fortunatamente per Forte dei Marmi ed i cittadini cha amano la cultura e gli esseri umani non è cosi. Due famiglie rom vivono a Forte dei Marmi nelle Kampine acquistate con i propri soldi e pagate 150 euro a Silvano Tartarini dei Berretti Bianchi. Visto che la collocazione è in questo territorio, con la presente annunciamo la nostra intenzione di chiedere il trasferimento di residenza, per queste famiglie, da Gruia in Romania a Forte dei Marmi in Toscana. 


Un caffe sulla Statale Provinciale 54
Comune di Forte dei Marmi - Via Sipe
le famiglie rom sono state cacciate dal cavalcavia
di Seravezza e vivono senza acqua, luce e servizi igienici
costo dell'operazione: 68.000 euro (58.000 euro Regione 
Toscana + 10.000 euro Comune di Forte dei Marmi)
DOVE SONO FINITI I SOLDI?


Dopo il nostro fratello Rom Andrea Pirlo che nel Comune di Forte ha acquistato un appartamento siamo felici di annunciare l’ingresso di nuovi vicini di casa con cui fare amicizia e crescere  nel rispetto della dignità umana e delle leggi italiane ed europee, cominciando dalla concreta applicazione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea sottoscritta dallo Stato Italiano.

L'azienda agricola è in realtà inesistente e tra poco arriverà l'inverno. Saranno decine i cittadini Rom di Gruia che torneranno in Toscana ed a Seravezza spinta dalla necessità di non morire di fame e di freddo. Una azienda frutto della vendita della pelle dei Rom “al miglior prezzo possibile”, come affermato dal referente della REGIONE TOSCANA e Consigliere Nazionale di AIZO  Angelo Gandolfi nella lettera da lui  inviata il 27 giugno 2012 all’Associazione Nazione Rom al termine di un viaggio compiuto insieme a Lupo Ion a Gruia e di cui pubblichiamo uno stralcio: “Tuttavia, mi sento anche di non potermi porre come vincente a tutti i costi quando non lo sono. Pertanto, nel momento in cui viene posto un certo prezzo per quello che può essere un passo avanti, cerco di vendere la pelle al prezzo più caro possibile. E' la logica del "meno peggio", ma non mi pare abbiamo alternative.


21 settembre 2012 - Firenze - Sant'Apollonia
Angelo Gandolfi - consigliere nazionale di AIZO
ha venduto la pelle dei Rom al prezzo più alto possibile
UN NUOVO SCHIAVISTA?

La pelle in vendita non è chiaramente quella di Angelo Gandolfi, è la pelle dei cittadini Rom. Le parole scritte da Angelo Gandolfi ricordano più le parole dei commercianti di schiavi che quelle dei difensori dei diritti umani.

Questa comunicazione verrà trasmessa puntualmente alla Regione Toscana ed i suoi dirigenti, partendo da Giovanni Lattarulo che nel corso dell’incontro del 21 settembre a Firenze si è  appartato con il Responsabile Politico dei Berretti Bianchi Silvano Tartarini. Ecco la consegna tra Tartarini e Lattarulo delle foto che “provano” l’esistenza di una azienda agricola a Gruia. Una azienda vedibile solo in foto, una AZIENDA di DENARO dove i bambini hanno la pancia vuota ed i CAPO’ le tasche piene.


 Silvano Tartarini Responsabile Politica dei Berretti bianchi
consegna le "foto" a Giovanni Lattarulo dirigente della Regione Toscana

La presente comunicazione verrà trasmessa anche all' Assessorato al Welfare di Salvatore Allocca, alla cabina di Regia Rom di Matteo Giordano,  al Governo Italiano, all'Unar, alla Magistratura, al Consiglio d'Europa, all'Ecri, alla Commissione Europea edall'Agenzia Europea dei Diritti  Fondamentali FRA..

http://nazionerom.blogspot.it/2012/08/rom-di-seravezza-lucca-non-solo-sassi.html

Per i motivi  espressi in questa lettera siamo a richiedere con la presente al Quotidiano il
Tirreno di esercitare il diritto di replica in base all'ordinamento e codice deontologico della stampa e dei giornalisti chiedendo il rispetto della Carta di Roma sottoscritto dalla Federazione Nazionale dei Giornalisti. Sulla carta il diritto di replica è stato concesso il 25 settembre 2012. l’articolo pubblicato sul Tirreno portato alla Commissione Europea. Ora non resta al Quotidiano il Tirreno di concedere il diritto di replica sul sito web dove, nell’articolo pubblicato on-line il 14 settembre 2012, il legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom Marcello Zuinisi viene calunniato da chi ha interesse a coprire le operazione di DEPORTAZIONI ETNICHE ANTI-ROM  in ATTO nella TOSCANA del RAZZISMO.

25 settembre 2012 - Bruxelles - Commissione Europea
l'articolo uscito sul Tirreno per il diritto di replica concesso 
a Marcello Zuinisi dell'Associazione Nazione Rom


I Comuni della Toscana e della Versilia dovrebbero iniziare ad imparare da un loro collega. Il 15 settembre il Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ha consegnato un prestigioso premio letterario al poeta e difensore dei diritti umani Roberto Malini per il suo libro “il Silenzio dei Violini” nell’ambito del XXIV Festival letterario di Lido di Camaiore.



  Il Sindaco di Camaiore ha appena consegnato il Premio e Mensione Speciale
a Roberto Malini per il libro di poesie "Il Silenzio dei Violini"
Siamo tutti Uguali - Siamo tutti Rom

E’ ora che la cultura entri nelle case di tutti i toscani, è ora di affermare la dignità umana, è ora di rispettare le direttive europee 2000/43/Ce e 2004/38/Ce. E’ ora di rispettare la Strategia di Inclusione per la popolazione rom varata dal Governo Italiano il 24 febbraio 2012. E’ ora di uscire dalla crisi. E’ ora di costruire una Toscana in cui nessuno sia escluso. E’ ora di aprire le case della pace e dell’accoglienza.



Associazione Nazione Rom
Via Ricortola 166, 54100 Marina di Massa (Ms) - Italy
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