giovedì 29 novembre 2012

BOLOGNA: violazione dei DIRITTI UMANI il caso Brenda Salkanovic - Zlatan Halilovic - Ljubo Halilovic: appello dell'Associazione Nazione Rom al Tribunale di Bologna ed alla Società ASPIRIDES


Brenda Salkanovic e suo figlio Zlatan. 
La madre è accusata di aver sequestrato il suo bambino
il giorno 4 novembre 2012. 
La madre ha partorito il suo bambino il giorno 30 ottobre 2012.


Bologna 28 novembre 2012

Al Ministro degli Interni - Anna Maria Cancellieri
Al Ministro della Giustizia  - Paolo Severino
Presidente del Tribunale dei Minori  Emilia/Romagna Luigi Martello
Al Giudice Anna Filocamo
Al Pm Antonietta Di Taranto
Educatrice Cpa Sara Corradini

Società a Partecipazione tra Comune di Bologna e Fondazione Cassa di Risparmio
ASPIRIDES Direttore Marina Cesari
Responsabile Ufficio Minori non Accompagnati – As Lucia Chinni
Via Castiglione 26, Bologna
Tel 051/6210037  051/62100306

Sindaco di Bologna Virgilio Merola
Assessore al Sociale Amelia Frascaroli
Ai Servizi Sociali  - Quartiere Navile
Direttore Andrea Cuzzani
Dirigente Domenico Pennizzotto
As Isabella Ansuini
Educatrice Cinzia Bonora

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero  Integrazione e Cooperazione Internazionale
Prof. Andrea Riccardi
Prefetto Mario Morcone
Vice Prefetto Angelo Carbone

Al Presidente Unicef  Giacomo Guerrera
Responsabile Advocay Laura Baldassarre

Alla Chiesa Cattolica Italiana
S.E. Mons. Ernesto Vecchi
Segretario particolare Cantini Filippo
c/o Curia Arcivescovile – Via Altabello 6, Bologna
Pastorale per Rom, Sinti e Camminanti -  Fondazione Migrantes
Mons. Giancarlo Perego

All’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR
Via Largo Chigi 19, Roma - Direttore Marco De Giorgi

All’Avvocato Immacolata Tropiano – Foro di Bologna
All’Avvocato Rocco Cariglino – Foro di Bologna
All'Avvocato Gianni Mannucci - ASGI - Foro di Firenze
All'Avvocato Simone Pacifici - UNAR - Presidenza del Consiglio dei Ministri

Alla Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza ECRI
Mr. Stefano Valenti

Al Gruppo Internazionale EveryOne
co-presidente Mr Roberto Malini

Al Consiglio d’Europa - Segretario generale questioni Rom
Mr Jeroen Schokkembroek

Assemblea Parlamentare sulla famiglia
Madame Liliane Maury Pasquier

Alla Commissione Europea – Diritti e Cittadinanza
Madame Viviane Reading


BOLOGNA: violazione dei DIRITTI UMANI 


il caso Brenda Salkanovic - Zlatan Halilovic - Ljubo Halilovic: appello dell'Associazione Nazione Rom al Tribunale di Bologna ed alla Società ASPIRIDES

Tentato sequestro e furto del bambino rom
ZLATAN HALILOVIC, nato il 30 ottobre
2012 a Bologna

Crimine commesso dai Servizi Sociali del Comune di Bologna – ASPIRIDES – Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna in data 31 ottobre 2012
Ospedale di Sant’Orsola - Bologna

http://nazionerom.blogspot.it/2012/11/rom-bologna-servizi-sociali-tentano-di.html

Violenza sessuale ed aggressione subite da Brenda Salkanovic e Ljubo
Halilovic in data 13 giugno
2012 a Bologna, Giardini Pubblici di Via
Torino

Decreto del Pm Antonietta Di Taranto emesso il 3 novembre 2012 dal
Tribunale dei Minori di Bologna verso Brenda Salkanovic accusata del
crimine art. 605 del C.P. comma 1 e 3 –  “sequestro di minore”

VIOLAZIONE CONVENZIONE DIRITTI DEL FANCIULLO
Legge n. 176 del 27 maggio 1991 – Ratifica ed esecuzione della
Convenzione sui Diritti del Fanciullo – New York 20 novembre 2012

VIOLAZIONE della legge n. 184 del 4 maggio 1983
Sulla disciplina dell’adozione ed affidamento dei minori


L'appello dell'Associazione Nazione Rom alle Istituzioni:                                                                     rispettiamo il diritto dei bambini.                                                                                                                Rispettiamo il loro cuore ed il cuore delle madri e dei padri                                                                    Rispettiamo la famiglia di Zlatan, Branda e Ljubo


Gentili istituzioni Internazionali e Nazionali, Ministri, Presidenti,
Sindaci, Assessori, Monsignori, Commissari, Tribunale di Bologna,
Giudici e Magistrati, difensori dei
DIRITTI UMANI,  attraverso questa
lettera voglio portarvi a conoscenza del tentativo di sequestro e
furto del bambino rom, Zlatan Halilovic, da parte dei Servizi Sociali
del Comune di Bologna. Zlatan Halilovic è nato a Bologna il 30
ottobre 2012, ore 16.46 c/o l’Ospedale di Sant’Orsola nel Comune di
Bologna.

La madre del bambino si chiama Brenda Salkanovic ed è nata a
Bologna il 22 giugno 1996, il padre si chiama Ljubo Halilovic ed è
nato a Faenza il 18 giugno 1992. Brenda e Ljubo provengono da famiglie
con origine bosniaca ma, non sono mai stati neanche un giorno in
Bosnia.  

Il 15 giugno 2012 alle ore 15.49 a Bologna, negli uffici
della Stazione dei Carabinieri di San Ruffillo, Brenda Salkanovic,
accompagnata dal legale rappresentante dell’ Associazione Nazione Rom
Marcello Zuinisi, denunciava l’aggressione e la violenza sessuale
subita il giorno 13 giugno 2012 nei giardini di Via Torino da
sconosciuti, l’aggressione e la violenza subita dal suo compagno Ljubo
Halilovic e le violenze subite la notte tra il 13 e 14 giugno
all’interno della Questura di Bologna.


http://nazionerom.blogspot.it/2012/06/rom-bologna-il-coraggio-di-una-giovane.html 



Brenda Salkanovic partorisce Zlatan all'interno dell'Ospedale                                                                                 di Sant'Orsola di Bologna il 30 ottobre 2012 alle ore 16.46


Il 15 giugno 2012, sei deputati del Parlamento Italiano presentavano
una interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Interni Anna
Maria Cancellieri sui fatti in narrativa. Ad oggi, non è stata ancora
fornita una risposta.

http://www.agenparl.it/articoli/news/regionali/20120614-bologna-aggredita-coppia-rom-lei-stuprata-notificato-atto-di-espulsione-per-entrambi

Dal 14 giugno 2012, ad oggi, l’Associazione Nazione Rom, e gli stessi
genitori di Zatlan Salkanovic hanno costantemente comunicato
all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali UNAR, al Contact
Center, ed all’Avvocato Simone Pacifici innumerevoli violenze ed abusi
subiti nella città di Bologna, compreso il sequestro di persona di
Ljubo Halilovic, rinchiuso nei giorni 9, 10 ed 11 settembre
2012, in
una cella di sicurezza della Questura di Bologna senza nessun motivo o
provvedimento di Tribunale. Tenuto senza acqua e mangiare, minacciato
la sera del 10 dagli agenti di polizia in turno di fratture di ossa e
denti.

 http://nazionerom.blogspot.it/2012/09/rombologna-gravissimo-abuso-di-polizia.html

L’Associazione Nazione Rom ha costantemente richiesto, al
Comune di Bologna incontri ed avvio di procedure di tutela della
giovane coppia attraverso lettere e telefonate.

Il legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom Marcello Zuinisi ha
ricevuto per questo motivo, minacce ed intimidazioni da parte del direttore del Quartiere di Navile di Bologna -  Andrea Cuzzani, ed è stato costretto a chiedere l’intervento della Polizia di Stato il 24 ottobre 2012, quando si è presentato negli uffici del dott. Domenico
Pennizzotto in Via Sacile a Bologna.


Comune di Bologna - Quartiere Navile - Presidente Andrea Cuzzani


La vicenda della giovane coppia ha avuto un grande risalto mediatico
sui giornali e radio locali. La stessa Chiesa Cattolica Italiana,
Fondazione Migrantes, Pastorale per Rom, Sinti e Camminanti presieduta
da Mons. Giancarlo Perego ha prestato ascolto e comprensione alla
vicenda della famiglia Halilovic, sostenendo l’azione
dell’Associazione Nazione Rom dall’ottobre del 2011.

http://www.siti.chiesacattolica.it/unpres/primo_piano/00008817__Violenza_brutale_e_disumana_contro_una_coppia_di_giovani_sposi_nel_centro_della_citta._.html

La stessa Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sugli Affari
Sociali e
la Famiglia  ha permesso all’Associazione Nazione Rom di
partecipare attivamente al 5° Meeting Internazionale ed alla Campagna
“One of Five” svoltosi a Firenze il 17 Novembre 2011 dove è stata
adottata
la Convenzione di Lanzarote e la campagna mondiale per
fermare ed arrestare le violenze sessuali contro i bambini.

http://www.coe.int/t/dg3/children/1in5/Source/Assembly/PV%20171111_en.pdf



Ms Maud de Boer Buquicchio - Deputy Segretary of the Council of Europe                                                                  la campagna One of Five protegge i minori dagli abusi e dalle violenze


L’Associazione Nazione Rom, ha continuato a rivolgere ai Servizi Sociali del Comune di Bologna lo stesso 30 ottobre 2012 chiedendo l’attivazione di un percorso di protezione per la giovane coppia e continuando a chiedere al Governo Italiano ed al Ministro degliInterni Anna Maria Cancellieri un decreto legge di urgenza che garantisse a tutti i cittadini e minori, nati in Italia, di vedersi riconoscere il diritto di cittadinanza.


Nel pomeriggio del 31 ottobre 2012, si sono presentati, nell’Ospedale
di Sant’Orsola delle Assistenti Sociali del Servizio Sociale ASPIRIDES di Via
Castiglione 26 – Bologna. Queste, senza neanche rivolgersi ai Dottori,
alle Ostetriche, al personale infermieristico si sono presentate
davanti al letto dove si trovava Brenda Salkanovic che stava
allattando il suo piccolo figlio Zlatan Halilovic ed hanno strappato
il bambino dalle braccia della madre chiedendoli di firmare dei fogli
nei quali c’era scritto che lei prestava il suo consenso all’avvio
delle procedure di affidamento ed adozione. Brenda si è rifiutata ed
ha detto loro che lei ha partorito con dolore il suo bambino, lei ama
il suo bambino, lei vuole crescere il suo bambino insieme al suo
giovane compagno e marito (rito Rom) Ljubo Halilovic.

Le Assistenti Sociali hanno preso il bambino strappandolo dalle
braccia della madre dicendogli “ti portiamo via il bambino” e “te devi
andare in una comunità da sola”.

Marcello Zuinisi - legale rappresentante dell'Associazione Nazione Rom 
con Jagoda Halilovic (madre di Ljubo), Ljubo Halilovic 
ed il piccolo fratellino Braian. 
Da mesi l'Associazione Nazione Rom chiede al Comune di Bologna 
di salvaguardare i Diritti Umani della Popolazione Rom 
ed interrompere le illegalità e gli abusi

Il padre di Zlatan Halilovic era presente alla scena ed è prontamente
intervenuto denunciando ad alta voce il TENTATIVO DI SEQUESTRO E FURTO
DI UN BAMBINO ROM. Le sue grida hanno fatto accorrere i dottori
presenti. Questo hanno detto alle Assistenti Sociali come si
permettevano di portare via un bambino ad una madre senza neanche
assicurarsi delle condizioni di salute del piccolo.

Testimoni di quanto qui descritto i Dottori, le Infermiere, le Ostetriche,
il personale OSA ed OSS in turno all'interno del reparto ostetrico
dell'Ospedale di Sant'Orsola nel pomeriggio e sera del 31 ottobre 2012.

Zlatan era stato auscultato dalla dottoressa in turno la sera del 30
ottobre. Zlatan ha un piccolo soffio al cuore e doveva essere
sottoposto a nuove visite prima di dimetterlo. Il comportamento delle
Assistenti Sociali è stata quindi irresponsabile ed ha messo a
repentaglio la stessa sicurezza sanitaria del piccolo.

La vicenda è stata denunciata dal padre di Zlatan Halilovic, Ljubo
Halilovic alla Stazione dei Carabinieri di Bologna Centrale il 4
novembre 2012 alla presenza del Maresciallo Casentini Donatella e del
Maresciallo Cerasuolo Rosario. Il Verbale della denuncia è stato
firmato in 4 copie, una delle quali trasmessa dai CC al Tribunale dei
Minori di Bologna.

Il comportamento dei Servizi Sociali ASPIRIDES del Comune di Bologna sta
violando
la Convenzione dei Diritti del Fanciullo adottata dalle
Nazioni Unite a New York il 20 novembre del 1989 ed adottata in Italia
con la legge n. 176 del 27 maggio 1991.
La Convenzione recita nel suo
preambolo: “La famiglia deve ricevere la protezione e l’assistenza di
cui necessita per poter svolgere il suo ruolo nella collettività. Il
fanciullo deve essere educato in famiglia nello spirito degli ideali
della Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di
pace, dignità, tolleranza, libertà, uguaglianza e libertà”. L’art 7
afferma il diritto al nome ed alla cittadinanza, all’appartenenza alla
propria famiglia di origine. Art 9 diritto di non essere separato dai
propri genitori. Art. 33, 34, 35 diritto di essere protetto contro
ogni forma di violenza sessuale, contro il rapimento, la vendita o la
tratta.



art.1 - Il diritto all'eguaglianza senza distinzione o discriminazione di
razza, religione, origine o sesso


Il comportamento dei Servizi Sociali del Comune di Bologna sta
violando la legge n. 184 del 4 maggio 1983 che disciplina l’adozione e
l’affidamento dei minori. E’ il Presidente della Repubblica Italiana
ha promulgare che: Titolo 1 dell’Affidamento dei Minori Articolo 1 “il
minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria
famiglia”

Brenda Salkanovic, nell’atto di ingresso nell’Ospedale di Sant’Orsola
ha comunicato alla Direzione Ospedaliera il proprio domicilio a
Bologna: Via Protti n. 15 c/o Halilovic. L’Appartamento di Via Protti n. 15 Bologna                  è stato affittato direttamente da Marcello Zuinisi, legale rappresentante                dell’Associazione Nazione Rom (allegato). Da mesi stiamo chiedendo al                  Comune di Bologna di sostenere il nucleo familiare di Ljubo Halilovic                                    (padre), Brenda Salkanovic (madre), ed il piccolo Zlatan per poter                                         avere un proprio appartamento dove vivere autonomamente. 

Attraverso illegale della famiglia, Avvocato Immacolata Tropiano ed Avvocato Rocco Cariglino avviato ogni tipo di azione giuridica per difendere ed affermare i diritti della giovane famiglia. 

Attraverso il Progetto “Casa della Pace e dell’Accoglienza nel Comune di Fosdinovo (Ms)” assicurare al capo-famiglia Rasim Halilovic un posto di lavoro a tempo indeterminato per affermare una indipendenza economica.


Bologna - la famiglia Halilovic


Il padre di Zlatan, ha immediatamente informato i genitori di Brenda
Salkanovic di quanto stava succedendo nell’Ospedale di Sant’Orsola a
Bologna. Immediatamente giunti sul posto, i genitori di Brenda hanno
deciso di far uscire la loro figlia ed il piccolo Zlatan al fine di
garantirne l’incolumità da ulteriori tentativi di sequestro.

Il giorno 2 novembre si sono presentate nella casa affittata dallo
scrivente, in Via Protti n. 15 dieci Assistenti Sociali. Queste hanno
cercato di far firmare al sig Ljubo Halilovic un foglio nel quale
dichiarava di non essere il padre del bambino. Nello stesso giorno,
Ljubo Halilovic è stato prelevato da una pattuglia della Polizia di
Stato e portato nella Questura Centrale di Bologna. Qui, dopo ore di
interrogatorio Ljubo Halilovic ha firmato un verbale di sommarie
informazioni nel quale confermava quanto poi denunciato alla Stazione
dei Carabinieri di Bologna Centrale il 4 novembre 2012.

Il giorno 3 novembre 2012, il Pm Antonietta Di Taranto emetteva
decreto di fermo nei confronti di Brenda Salkanovic con l’accusa di
aver violato l’art. 605 del C.P. comma 1 e comma 3. L’accusa di
“sequestro di persona” avveniva considerando le relazioni delle
Assistenti Sociali Chinni Lucia e Resca Malaria. L’Assistente Sociale
Resca Malaria scriveva che il minore Zlatan Halilovic non è stato
registrato all’Ufficio Anagrafe. La legge concede dieci giorni ai
genitori per poter iscrivere il proprio figlio all’Ufficio Anagrafe
del Comune. Il padre del minore Ljubo Halilovic provvedeva
all’iscrizione del minore all’Ufficio Anagrafe del Comune di Bologna
nella giornata del 7 novembre 2012 con il nome di Zlatan Halilovic.


Ospedale di Sant'Orsola - Reparto Ostetricia - tutto il personale in turno  è testimone del comportamento tenuto dalle Assistenti Sociali della società Aspirides  e del comportamento del giovane Branda Salkanovic durante e dopo il parto di Zlatan.  Brenda è una madre esemplare.


Il provvedimento emesso dall’Assistente Sociale Mariapia Resta
dell’Ospedale Universitaria Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, datato 2
novembre 2012 nel quale si asserisce che i Genitori di Zlatan
Halilovic/Salkanovic non hanno riconosciuto il proprio bambino appare quindi
errato e non tiene in considerazione dello sviluppo concreto degli
avvenimenti. 

Brenda Salkanovic ha lasciato l’Ospedale di Bologna il 1 novembre 2012, (data prevista per le sue dimissioni) in compagnia dei propri genitori terrorizzata dal comportamento dei Servizi Sociali compiuto nelle sera del 31 ottobre 2012. Il comportamento dei  Servizi Sociali ha messo in pericolo la sicurezza del piccolo Zlatan causando una stato di ansia e preoccupazione della giovane madre tanto da procurarle un mancamento. L’intero personale Ospedaliero, le Ostetriche, i Dottori in turno, le Infermiere sono testimoni del comportamento esemplare di Brenda Salkanovic, prima durante e dopo il parto. 

Il decreto emesso dal Pm Antonietta Di Taranto appare quindi non adeguato alla realtà concreta, un decreto in cui a nostro avviso emerge un pregiudizio nei confronti della madre Brenda Salkanovic e del padre Ljubo Halilovic.

Attraverso questa lettera ci appelliamo al Ministero degli Interni al fine di assicurare a Zlatan ed i suoi genitori il Diritto di Cittadinanza.

Al Comune di Bologna perché permetta alla giovane coppia di sposarsi secondo il rito dello Stato Italiano.

Ai Servizi Sociali perché interrompano ogni ulteriore tentativo di sequestro di bambini rom.

Al Presidente del Tribunale di Bologna al fine di approfondire la collaborazione tra l’Associazione Nazione Rom e lo stesso Tribunale e modificare il provvedimento sino alla sua archiviazione perché il fatto non sussiste.

Alla Chiesa Cattolica di Bologna ed a Monsignor Ernesto Vecchi perché si affermi il principio del Vangelo e di Cristo e venga immediatamente concessa, temporaneamente, un appartamento alla giovane coppia, nell’attesa di regolarizzare ogni posizione giuridica.

Agli organismi internazionali ed europei ad intensificare il controllo ed il monitoraggio sullo Stato italiano in relazione alla sottrazione illegittima dei minori rom alle proprie famiglie.
Raccogliamo e rilanciamo l’appello del Gruppo Internazionale EveryOne perchè si formi urgentemente una COMMISSIONE di INCHIESTA INTERNAZIONALE che indaghi sul fenomeno della sottrazione illegale ed il rapimento dei minori rom alle loro famiglie di origine, ai loro padri ed alle loro madri e si interrompa questo CRIMINE CONTRO l’UMANITA’.

Chiediamo alle organizzazioni mondiali di tutela dei Diritti Umani, a tutte le organizzazioni della Società Civile Rom di sottoscrivere  questa questa lettera e sostenere le ragioni ed il diritto dei bambini rom, delle madri rom, dei padri rom e dell’intera Nazione Rom.   

RISPETTARE I DIRITTI DEI BAMBINI ROM

Ricordiamo le parole del Presidente della Conferenza Episcopale
Italiana CEI, Monsignor Angelo Bagnasco a Genova in occasione di una
visita alle famiglie Rom di Bolzaneto: “ Per voi la vita è sacra.
Nella vostra comunità, tradizione, cultura - ha detto - i figli sono
una grande ricchezza. “ 

http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/10/09/news/bagnasco_visita_i_rom_un_modello_di_comunit-22956394/   


L'Associazione Nazione Rom, tramite il proprio legale rappresentante,
chiede la revoca del provvedimento di fermo emesso dal Tribunale di
Bologna su ordinanza del Giudice Anna Filocamo, chiede una diversa
disposizione dell'ordinanza temporanea emessa dal Tribunale dei Minori
di Bologna sez Civile che, in base ad informazioni non esaustive e
realmente provanti la situazione vissuta dalla famiglia di Brenda,
Ljubo e Zlatan ha sospeso temporaneamente la genitorialità della
coppia. Brenda Salkanovic e Zlatan si trovano in una casa chiusa all'interno del Comune di Modena. Brenda comunica quotidianamente al telefono con il marito Ljubo Halilovic. La struttura, nonostante l’ordinanza del Giudice Anna Filocamo non ha ancora permesso a Ljubo di poter vedere il proprio bambino e la propria moglie. La struttura in oggetto e la Società Aspirides stanno violando l'ordinanza del Tribunale dei Minori di Bologna e dell'Emilia.


L'Associazione Nazione Rom mette a disposizione l'appartamento di Via
Ricortola n. 166 a Marina di Massa, Massa per Ljubo, Brenda e Zlatan.
L'appartamento ha gia ospitato la coppia nei giorni immediatamente
precedenti al parto. L'appartamento potrà essere visionato e controllato dai Servizi
Sociali di zona (Assistente Sociale per i minori Mariani Paola -
Marina di Massa), servizi con cui la nostra Associazione collabora da
tempo.

Marcello Zuinisi
EDUCATORE PROFESSIONALE
e legale rappresentante ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM



ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
Via Ricortola 166, Marina di Massa
54100 Massa, Italia
Tel +39 3281962409  +39 3209489950

 

giovedì 1 novembre 2012

Rom Bologna: Servizi Sociali tentano di rubare un bambino appena nato strappandolo dalle braccia della madre mentre lei lo allatta in Ospedale. La denuncia dell'Associazione Nazione Rom


 Rom a Bologna. Il 30 ottobre 2012 alle ore 16.45 nasce Zlatan Salkanovic
nella sala parto dell'ospedale di Sant'Orsola
La madre è Brenda Salkanovic ed il padre è Ljubo Halilovic.
Le Assistenti Sociali tentano di rubare il loro bambino.
Ancora un crimine contro una bambino appena nato e la sua mamma
commesso dai Servizi Sociali dello Stato Italiano.


Bologna 1 novembre 2012

Al Ministro degli Interni - Anna Maria Cancellieri
Al Ministro della Giustizia  - Paolo Severino
Presidente del Tribunale dei Minori  Emilia/Romagna - Luigi Martello

Sindaco di Bologna Virgilio Merola
Assessore al Sociale Amelia Frascaroli
Ai Servizi Sociali –  Via Castiglione n. 26 – Bologna
Tel 051/6210037  051/62100306

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero  Integrazione e Cooperazione Internazionale
Prof. Andrea Riccardi
Prefetto Mario Morcone
Vice Prefetto Angelo Carbone

Alla Chiesa Cattolica Italiana
S.E. Mons. Ernesto Vecchi
Segretario particolare Cantini Filippo
c/o Curia Arcivescovile – Via Altabello 6, Bologna
Pastorale per Rom, Sinti e Camminanti -  Fondazione Migrantes
Mons. Giancarlo Perego

All’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR
Via Largo Chigi 19, Roma - Direttore Marco De Giorgi
Avv. Simone Pacifici

All’Avvocato Immacolata Tropiano – Foro di Bologna

Alla Commissione Europea contro il Razzismo e l’Intolleranza ECRI
Mr. Stefano Valenti
Al Gruppo Internazionale EveryOne
co-presidente Mr Roberto Malini
Al Consiglio d’Europa - Segretario generale questioni Rom
Mr Jeroen Schokkembroek
Assemblea Parlamentare sulla famiglia Consiglio d'Europa
Madame Liliane Maury  Pasquier
Alla Commissione Europea – Diritti e Cittadinanza
Madame Viviane Reading


Oggetto: Tentato sequestro e furto del bambino rom
ZLATAN SALKANOVIC, nato il 30 ottobre 2012 a Bologna

crimine commesso 
dai Servizi Sociali del Comune di Bologna

VIOLAZIONE CONVENZIONE DIRITTI DEL FANCIULLO
Legge n. 176 del 27 maggio 1991 – Ratifica ed esecuzione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo – New York 20 novembre 2012

VIOLAZIONE della legge n. 184 del 4 maggio 1983
Sulla disciplina dell’adozione ed affidamento dei minori

Gentili istituzioni Internazionali e Nazionali, Ministri, Presidenti, Sindaci, Assessori, Monsignori, Commissari, difensori dei DIRITTI UMANI,  attraverso questa lettera voglio portarvi a conoscenza del tentativo di sequestro e furto del bambino rom, Zlatan Salkonovic, da parte dei Servizi Sociali del Comune di Bologna. Zlatan Salkanovic è nato a Bologna il 30 ottobre 2012, ore 16.45 c/o l’Ospedale di Sant’Orsola nel Comune di Bologna. La madre del bambino si chiama Brenda Salkanovic ed è nata a Bologna il 22 giugno 1996, il padre si chiama Ljubo Halilovic ed è nato a Faenza il 18 giugno 1992. Brenda e Ljubo provengono da famiglie con origine bosniaca ma, non sono mai stati neanche un giorno in Bosnia.  Il 15 giugno 2012 alle ore 15.49 a Bologna, negli uffici della Stazione dei Carabinieri di San Ruffillo, Brenda Salkanovic, accompagnata dal legale rappresentante dell’ Associazione Nazione Rom Marcello Zuinisi, denunciava l’aggressione e la violenza sessuale subita il giorno 13 giugno 2012 nei giardini di Via Torino da sconosciuti, l’aggressione e la violenza subita dal suo compagno Ljubo Halilovic e le violenze subite la notte tra il 13 e 14 giugno all’interno della Questura di Bologna.


Il 15 giugno 2012, sei deputati del Parlamento Italiano presentavano una interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri sui fatti in narrativa. Ad oggi, non è stata ancora fornita una risposta.



 Bologna - Ljubo Halilovic e la sua famiglia Rom


Dal 14 giugno 2012, ad oggi, l’Associazione Nazione Rom, e gli stessi genitori di Zatlan Salkanovic hanno costantemente comunicato all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali UNAR, al Contact Center, ed all’Avvocato Simone Pacifici innumerevoli violenze ed abusi subiti nella città di Bologna, compreso il sequestro di persona di Ljubo Halilovic, rinchiuso nei giorni 9, 10 ed 11 settembre 2012, in una cella di sicurezza della Questura di Bologna senza nessun motivo o provvedimento di Tribunale. Tenuto senza acqua e mangiare, minacciato la sera del 10 dagli agenti di polizia in turno di fratture di ossa e denti. 

 http://nazionerom.blogspot.it/2012/09/rombologna-gravissimo-abuso-di-polizia.html

L’Associazione Nazione Rom ha costantemente richiesto, al Comune di Bologna incontri ed avvio di procedure di tutela della giovane coppia attraverso lettere e telefonate. Il legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom Marcello Zuinisi ha ricevuto per questo motivo, minacce ed intimidazioni da parte del direttore del Quartiere di Navile di Bologna -  Andrea Cuzzani, ed è stato costretto a chiedere l’intervento della Polizia di Stato il 24 ottobre 2012, quando si è presentato negli uffici del dott. Domenico Pennizzotto in Via Sacileceto a Bologna.


24 ottobre 2012 - Quartiere Navile - Via Saliceto, Comune di Bologna
la volante (targa F8117) chiamata da Marcello Zuinisi,  legale rappresentante 
dell'Associazione Nazione Rom identifica Andrea Cuzzani Presidente del Quartiere


La vicenda della giovane coppia ha avuto un grande risalto mediatico sui giornali e radio locali. La stessa Chiesa Cattolica Italiana, Fondazione Migrantes, Pastorale per Rom, Sinti e Camminanti presieduta da Mons. Giancarlo Perego ha prestato ascolto e comprensione alla vicenda della famiglia Halilovic, sostenendo l’azione dell’Associazione Nazione Rom dall’ottobre del 2011.


La stessa Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sugli Affari Sociali e la Famiglia  ha permesso all’Associazione Nazione Rom di partecipare attivamente al 5° Meeting Internazionale ed alla Campagna “One of Five” svoltosi a Firenze il 17 Novembre 2011 dove è stata adottata la Convenzione di Lanzarote e la campagna mondiale per fermare ed arrestare le violenze sessuali contro i bambini.


L’Associazione Nazione Rom, ha continuata a rivolgere ai Servizi Sociali del Comune di Bologna lo stesso 30 ottobre 2012 chiedendo l’attivazione di un percorso di protezione per la giovane coppia e continuando a chiedere al Governo Italiano ed al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri un decreto legge di urgenza che garantisse a tutti i cittadini e minori, nati in Italia, di vedersi riconoscere il diritto di cittadinanza. 


27 giugno 2012 - Comune di Bologna - Ufficio Cittadinanza
Ljubo Halilovic, accompagnato dalla madre Jagoda Halilovic,
dal piccolo Braian e dal legale rappresentante dell'Associazione
Nazione Rom chiede il riconoscimento dei suoi Diritti. 
Ljubo è nato a Faenza il 18 giugno 1992


Nel pomeriggio del 31 ottobre 2012, si sono presentati, nell’Ospedale di Sant’Orsola delle Assistenti Sociali del Servizio Sociale di Via Castiglione 26 – Bologna. Queste, senza neanche rivolgersi ai Dottori, alle Ostetriche, al personale infermieristico si sono presentate davanti al letto dove si trovava Brenda Salkanovic che stava allattando il suo piccolo figlio Zlatan Salkanovic ed hanno strappato il bambino dalle braccia della madre chiedendoli di firmare dei fogli nei quali c’era scritto che lei prestava il suo consenso all’avvio delle procedure di affidamento ed adozione. Brenda si è rifiutata ed ha detto loro che lei ha partorito con dolore il suo bambino, lei ama il suo bambino, lei vuole crescere il suo bambino insieme al suo giovane compagno e marito (rito Rom) Ljubo Halilovic.

Le Assistenti Sociali hanno preso il bambino strappandolo dalle braccia della madre dicendogli “ti portiamo via il bambino” e “te devi andare in una comunità da sola”.
Il padre di Zlatan Salkanovic era presente alla scena ed è prontamente intervenuto denunciando ad alta voce il TENTATIVO DI SEQUESTRO E FURTO DI UN BAMBINO ROM. Le sue grida hanno fatto accorrere i dottori presenti. Questo hanno detto alle Assistenti Sociali come si permettevano di portare via un bambino ad una madre senza neanche assicurarsi delle condizioni di salute del piccolo.

Zlatan era stato auscultato dalla dottoressa in turno la sera del 30 ottobre. Zlatan ha un piccolo soffio al cuore e doveva essere sottoposto a nuove visite prima di dimetterlo. Il comportamento delle Assistenti Sociali è stata quindi irresponsabile ed ha messo a repentaglio la stessa sicurezza sanitaria del piccolo.

Il comportamento dei Servizi Sociali del Comune di Bologna sta violando la Convenzione dei Diritti del Fanciullo adottata dalle Nazioni Unite a New York il 20 novembre del 1989 ed adottata in Italia con la legge n. 176 del 27 maggio 1991. La Convenzione recita nel suo preambolo: “La famiglia deve ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere il suo ruolo nella collettività. Il fanciullo deve essere educato in famiglia nello spirito degli ideali della Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, dignità, tolleranza, libertà, uguaglianza e libertà”. L’art 7 afferma il diritto al nome ed alla cittadinanza, all’appartenenza alla propria famiglia di origine. Art 9 diritto di non essere separato dai propri genitori. Art. 33, 34, 35 diritto di essere protetto contro ogni forma di violenza sessuale, contro il rapimento, la vendita o la tratta.


 Comune di Bologna - 27 giugno 2012
Marcello Zuinisi, Jagoda Halilovic, Ljubo Halilovic
ed il piccolo Braian  chiedono il rispetto dei Diritti Umani

Il comportamento dei Servizi Sociali del Comune di Bologna sta violando la legge n. 184 del 4 maggio 1983 che disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori. E’ il Presidente della Repubblica Italiana ha promulgare che: Titolo 1 dell’Affidamento dei Minori Articolo 1 “il minore ha diritto di essere educato nell’ambito della propria famiglia”

Brenda Salkanovic, nell’atto di ingresso nell’Ospedale di Sant’Orsola ha comunicato alla Direzione Ospedaliera il proprio domicilio a Bologna: Via Protti n. 15 c/o Halilovic.
L’Appartamento di Via Protti n. 15 – Bologna è stato affittato direttamente da Marcello Zuinisi, legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom (allegato). Da mesi stiamo chiedendo al Comune di Bologna di sostenere il nucleo familiare di Ljubo Haliulovic (padre), Brenda Salkanovic (madre), ed il piccolo Zlatan per poter avere un proprio appartamento dove vivere autonomamente. Attraverso il legale della famiglia, Avvocato Immacolata Tropiano avviato ogni tipo di azione giuridica per difendere ed affermare i diritti della giovane famiglia. Attraverso il Progetto “Casa della Pace e dell’Accoglienza nel Comune di Fosdinovo (Ms)” assicurare al capo-famiglia Rasim Halilovic un posto di lavoro a tempo indeterminato per affermare una indipendenza economica.


 Comune di Bologna - 2o giugno 2012
L'Assessore al Sociale Amelia Frascaroli discute
con Jagoda Halilovic sulla questione abitazione


Il padre di Zlatan, ha immediatamente informato i genitori di Brenda Salkanovic di quanto stava succedendo nell’Ospedale di Sant’Orsola a Bologna. Immediatamente giunti sul posto, i genitori di Brenda hanno deciso di far uscire la loro figlia ed il piccolo Zlatan al fine di garantirne l’incolumità da ulteriori tentativi di sequestro.

Attraverso questa lettera ci appelliamo al Ministero degli Interni al fine di assicurare a Zlatan ed i suoi genitori il Diritto di Cittadinanza, al Comune di Bologna perché permetta alla giovane coppia di sposarsi secondo il rito dello Stato Italiano, ai Servizi Sociali perché interrompano ogni ulteriore tentativo di sequestro di bambini rom, al Presidente del Tribunale di Bologna al fine di approfondire la collaborazione tra l’Associazione Nazione Rom e lo stesso Tribunale, alla Chiesa Cattolica di Bologna ed a Monsignor Ernesto Vecchi perché si affermi il principio del Vangelo e di Cristo e venga immediatamente concessa, temporaneamente, un appartamento alla giovane coppia, nell’attesa di regolarizzare ogni posizione giuridica. Agli organismi internazionali ed europei ad intensificare il controllo e monitoraggio sullo Stato italiano in relazione alla sottrazione illegittima dei minori rom alle proprie famiglie.


 La vita di Gesù è stata come un pane dato da 
mangiare a tutti quelli che aveva incontrato. 
Si è "spezzato" per tutti, senza risparmiarsi mai.


Raccogliamo e rilanciamo l’appello del Gruppo Internazionale EveryOne perché si formi urgentemente una COMMISSIONE di INCHIESTA INTERNAZIONALE che indaghi sul fenomeno della sottrazione illegale ed il rapimento dei minori rom alle loro famiglie di origine, ai loro padri ed alle loro madri e si interrompa questo CRIMINE CONTRO l’UMANITA’.

Chiediamo alle organizzazioni mondiali di tutela dei Diritti Umani, a tutte le organizzazioni della Società Civile Rom di sottoscrivere questa lettera e sostenere le ragioni ed il diritto dei bambini rom, delle madri rom, dei padri rom e dell’intera Nazione Rom.

Ricordiamo le parole del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana CEI, Monsignor Angelo Bagnasco a Genova in occasione di una visita alle famiglie Rom di Bolzaneto:
“ Per voi la vita è sacra. Nella vostra comunità, tradizione, cultura - ha detto - i figli sono una grande ricchezza. “





ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
Via Ricortola 166, Marina di Massa
54100 Massa, italia
Tel +39 3281962409  +39 3209489950

domenica 21 ottobre 2012

Comune di Seravezza (Lu) - DIRITTI UMANI per TUTTI - il 22 ottobre 2012 la società civile rom organizza una manifestazione per chiedere una casa ed un lavoro per tutte le famiglie rom


Diritti Umani - lo scudo della Nazione Rom per difendersi dal Nazismo



Manifestazione - Comune di Seravezza (Lu)
Lunedì, 22 ottobre 2012    ore 9.00 – 14.00
Diritti Umani per tutti

In Italia, Toscana, Versilia ed a Seravezza da troppo tempo si verificano gravissimi reati contro la legge.
Fondi Sociali Europei, denaro Pubblico, vengono usati illecitamente alimentando corruzione e criminalità organizzata. Abusi d’ufficio, omissione di direttive governative ed europee, violazioni delle direttive comunitarie 2000/43/Ce contro la discriminazione razziale ed uguaglianza di trattamento e 2004/38 Ce sulla libertà di circolazione ed insediamento.

Vittima di queste politiche discriminatorie è la società civile europea.
“Le politiche di corruzione alimentano il razzismo, il fascismo ed il nazismo”

Il 17 agosto 2012 a Seravezza un gravissimo attentato alla vita umana. Bottiglie molotov incendiare e sassi sono stati scagliati contro i bambini, le donne e gli uomini che vivevano sotto il cavalcavia dell’area terminal di Querceta. Il 21 luglio 2012 46 nostri concittadini sono partiti su un pullman in direzione di Gruia - Romania. La cabina di regia coordnata da Matteo Giordano (Rifondazione Comunista) ha utilizzato dei fondi pubblici istituiti il 18 giugno 2012 con delibera 554 dalla Regione Toscana, affidati al Sindaco Ettore Neri del Comune di Seravezza e da questi dati a Silvano Taratarini e Lupo Ion dell'Associazione Berretti Bianchi per un progetto di "rimpatrio assistito". Il progetto doveva garantire la ristrutturazione delle abitazioni delle famiglie a Gruia e l'avvio dei una attività agricola e di allevamento. Il progetto si è rilevato una grave truffa: nessuna azienda è stata costruita e la maggioranza delle case non ristrutturate. I cittadini di Gruia sono tornati in Italia e si sono rivolti ai Carabinieri di Viareggio e Querceta denunciando gravi abusi, violenze, intimidazioni, minacce ricevute dai referenti dei Berretti Bianchi. Silvano Taratrini e Ion Lupo hanno comprato una villa del valore di 10.000 euro con cancello automatico ed una jeep di lusso con i soldi destinati alle famiglie rom. La situazione è drammatica e molti concittadini Rom vivono di nuovo sotto i ponti. Chi non si è fatto ingannare vive in roulotte senza acqua, luce, e riscaldamento. L'inverno è alle porte. La nostra manifestazione vuole affermare i diritti umani per tutti. Chiediamo il rispetto della Strategia di inclusione varata dal Consiglio dei Ministri il 24 febbraio 2012 in attuazione dell'accordo quadro europeo sottoscritto a Bruxelles da tutti gli stati membri il 5 aprile 2011. Chiediamo a tutti i Comuni della Versilia e alla Regione Toscana di applicare le direttive europee e governative, applicare la strategia di inclusione per Rom, Sinti e Camminanti: casa, lavoro, scuola e protezione sanitaria per tutti. La società civile rom si rivolge a tutti gli italiani, agli immigrati, a tutti i cittadini per unirsi e lottare contro la mafia, la criminalità, la corruzione, il razzismo, il fascismo ed il nazismo. Tutti possono trovare una protezione sotto lo scudo della Nazione Rom. Siamo tutti figli dello stesso padre e della stessa madre. Siamo tutti uguali. Siamo tutti esseri umani. Siamo tutti Rom. La nostra bandiera rappresenta il cielo e la terra. La nostra bandiera rappresenta l’umanità. Ogni famiglia, ogni cittadino è nostro delegato. Ognuno di noi è responsabile. Non abbiamo un capo, siamo tutti capi e responsabili della nostra vita.

CASA e LAVORO per TUTTI

INTERCULTURALITA’ ed AUTODETERMINAZIONE


ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM
Tel  +39 320 9489950  -   +39 3281962409     email nazione.rom@gmail.com
 

martedì 9 ottobre 2012

ROM a SERAVEZZA: fallito il progetto di rimpatrio assistito. Di nuovo sotto i ponti la famiglie con anziani, donne e bambini. Nuovo esposto presentato alla Magistratura con la denuncia delle illegalità, gli abusi ed il razzismo anti-rom


Seravezza 9 ottobre 2012
i bambini rom chiedono alla Polizia di Stato ed ai Carabinieri 
di essere protetti dal Razzismo degli Amministratori e di
chi istiga e pratica odio razziale. Il 17 agosto 2012 bottiglie molotov
sono state gettate dal cavalcavia contro i bambini e le loro famiglie


Seravezza (Lu) 9 ottobre 2012

Stazione dei Carabinieri di Viareggio (Lu)

Procura della Repubblica
c/o il Tribunale di Lucca
c/o il Tribunale di Pisa
c/o il Tribunale di Firenze

Il sottoscritto Zuinisi Marcello di professione Educatore Professionale, legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom, residente in Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms) identificatosi tramite documento di identità n° AR 5207074 rilasciato dal Comune di Amelia (Sp) il 29/06/2010

Oggetto:  esposto querela/denuncia contro

Regione Toscana – Direzione Generale diritti di cittadinanza e coesione sociale

Comune di Seravezza – Sindaco Ettore Neri

Silvano Tartarini – Associazione Berretti Bianchi – Seravezza
Avvocato Massimo Focacci – Associazione Berretti Bianchi


Spettabili Procuratori delle Repubblica.

Attraverso questa lettera voglio continuare a portarvi a conoscenza di gravi abusi istituzionali che si stanno verificando da mesi nella Regione Toscana ed in particolare nelle città di Seravezza (Lu)  ed in tutta la Versilia ai danni delle comunità rom presenti.

Il 15 giugno 2012, il Ministro dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi, titolare del Dicastero ha inviato, con protocollo MCII 0001995, una lettera con  disposizioni impartite alle istituzioni per attuare la strategia nazionale di inclusione della popolazione Rom. (allegato 1)

Il documento indirizzato al Ministero degli Interni, alle Prefetture, alle Regioni, alle Province ed a tutti i Comuni d’Italia contiene le linee di indirizzo a cui tutti i soggetti operanti nel pubblico e nel privato devono attenersi per raggiungere gli obiettivi preposti e prefissati nel quadro europeo secondo un modello di “governance” multidimensionale.

Con la comunicazione n. 173 del 5 aprile 2011 recante “Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020”, la Commissione Europea ha affermato l’improcrastinabile esigenza di superare le situazione di emarginazione economica e sociale della principale minoranza d’Europa.

Il provvedimento europeo – muovendo dalla considerazione che l’inclusione dei Rom comporterà non solo vantaggi sociali, ma effetti positivi sul piano economico, sia per i Rom, sia per le comunità di appartenenza – ha sollecitato tutti gli Stati membri all’adozione o allo sviluppo di una impostazione globale per la loro integrazione e per il sostegno di alcuni obiettivi di rilevanza primaria: accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria ed all’alloggio.

Lo Stato Italiano ha sottoscritto la comunicazione n. 173 del 5 aprile 2011 con la firma dell’accordo quadro apposta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dall’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il Consiglio dei Ministri ha varato il 24 febbraio 2012 il documento “strategia nazionale di inclusione dei Rom in attuazione comunicazione commissione europea n. 173” indicando quale punto di contatto nazionale - PCN – per l’attuazione della stessa l’UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI – UNAR.

Il 22 maggio 2012 la Commissione Europa si è espressa sul documento: pur criticandone alcune parti di debolezza del documento ha invitato lo Stato Italiano ad applicare concretamente ed attuare la strategia. Sul territorio saranno definiti TAVOLI REGIONALI e LOCALI con rappresentanti della Amministrazioni periferiche statali, delle regionali, delle province e dei comuni con il coinvolgimento delle Associazioni e degli Enti della Società Civile impegnate nella tutela delle COMUNITA’ ROM e di RAPPRESENTANTI delle medesime comunità.

L’ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM ha aderito ufficialmente alla STRATEGIA di INCLUSIONE per la COMUNITA’ Rom il 29 febbraio 2012 attraverso un proprio documento ed uno STATUTO nel quale si fondano i cardini per la nascita di CONSIGLI NAZIONALI - Regionali e Locali – ROM creando i presupposti per lo sviluppo di un DIALOGO tra PARI come previsto dall’accordo quadro n. 173 del 5 aprile 2011. e ribadito nella comunicazione della COMMISSIONE EUROPEA il 24 ottobre 2011 con protocollo JUST/D4 IN/st/ Ares (2011) 1133029. Su incarico della Commissione Europea e della FRA – European Union Agency for Fundamental Rigth abbiamo realizzato nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre 2011 una indagine qualitativa sulla condizione di vita della popolazione Rom in tutta la Toscana. All’interno delle riunioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa svoltesi in Toscana abbiamo invitato le SS.LL a tavoli di confronto ed elaborazione di una strategia di inclusione.


Massa, Via Ricortola 166 -  3 ottobre 2012
Basta Razzismo - Siamo tutti Rom
Marcello Zuinisi - legale rappresentante
Associazione Nazione Rom


Al fine del pieno successo delle iniziative che con l’adozione della Strategia si è voluto intraprendere, un ruolo primario primario sarà svolto dalle SS.LL. attraverso il più ampio supporto alle iniziative da realizzarsi con l’UNAR – Punto di Contatto Nazionale e con la partecipazione ai Tavoli Regionali e Locali Il Ministro dell’integrazione e Cooperazione internazionale Andrea Riccardi  confida nella collaborazione delle SS.LL.
Per l’attuazione della Strategia di Inclusione per la popolazione Rom.

L’Associazione Nazione Rom, il 12 aprile 2012, ha consegnato ufficialmente alla Regione Toscana – Assessorato al Welfare di Salvatore Allocca, al Comune di Pisa e ai comuni interessati dalla presenza della comunità Rom la richiesta di convocazione di un Tavolo Regionale e Locale di inclusione per la popolazione Rom chiedendo la coerente applicazione della Strategia varata dal Consiglio dei Ministri il 24 febbraio 2012

La Regione Toscana le Prefetture ed i Comuni omettono nelle proprie disposizioni amministrative la Strategia di Inclusione Sociale per Rom, Sinti e Camminanti continuando una pratiche lesiva della dignità umana, delle direttive europee 2004/38/Ce sulla libera circolazione, della direttiva europea 2000/43/Ce sulla non discriminazione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.  La vicenda in atto nel Comune di Seravezza  ed il “rimpatrio assistito” delle famiglie Rom presenti sotto il cavalcavia della Stazione di Querceta l’esempio dell’ennesima deportazione e truffa legalizzata ai danni della popolazione rom in atto in Toscana.

Per l’Attività di rappresentanza della popolazione Rom lo scrivente ha subito intimidazioni e minacce di morte denunciate alla Pubblica Autorità il 1 ottobre 2011 ed il 2 ottobre 2012 (allegato 3)

Massa 3 ottobre 2012
Minacce e razzismo contro l'Associazione Nazione Rom


Alcuni cittadini europei di etnia Rom che avrebbero accettato il piano dei “rimpatri assistiti” sono stati espulsi dalla Prefettura di Lucca pochi giorni prima della “libera partenza” per la Romania avvenuta in in gran silenzio il 21 luglio 2012. E’ il caso di Adrian Iancu che riceve notifica di ordine di espulsione il 9 luglio 2012 dal Commissariato di Forte dei Marmi – Ufficio Immigrazione. Nella notifica il cittadino Adrian Iancu viene invitato a presentare ricorso entro 20 giorni quando il termine stabilito dalle direttive europee 2004/38/Ce è di 30 giorni. L’espulsione ordinata dal Prefetto di Lucca dott. Maccari è del 26 luglio 2010. Adrian iancu è presente in Italia dal 2004, è cittadino europeo, ma viene ugualmente espulso. (allegato 2)

Prefettura di Lucca - 9 luglio 2012
notifica espulsione per il cittadino rom Incu Adrian


Secondo la Regione Toscana – Cabina di regia di Matteo Giordano ed Assessore Salvatore Allocca, il Comune di Seravezza – Sindaco Ettore Neri, Assessore al Sociale Roberta Lombardi, Responsabile Politiche Sociali Alessandra Foffa e Associazione Onlus Berretti Bianchi – responsabile politico Silvano Tartarici ed Avvocato Massimo Focacci Adrian Iancu avrebbe accettato liberamente di tornare in Romania.

Il 18 giugno 2012 la Regione Toscana violando le direttive governative del 15 giugno 2012 (protocollo MCII 0001995) approva delibera n. 544 per piano inserimento Rom Comune di Seravezza. Il piano esplicitato nel piano A allegato alla delibera prevede la creazione di una Azienda Agricola a Gruia in Romania e la ristrutturazione delle abitazioni delle famiglie Rom. (allegato 3a, 3b)

Il 21 settembre 2012 si tiene a Firenze il convegno di studio organizzato dalla Regione Toscana e Fondazione Michelucci. Ampio spazio viene dato alla Cabina di Regia  Rom della Regione Toscana Matteo Giordano, all’Assessore al Sociale del Comune di Seravezza Roberta Lombardi, al Responsabile Politico dei Berretti Bianchi Silvano Tartarini ed al Consigliere Nazionale di AIZO Angelo Gandolfi. I relatori esprimono davanti al Vice Prefetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale Angelo Carbone le lodi all’azione di rimpatrio assistito garantendo del pieno successo dello stesso. “Tutti i beneficiari lavorano e hanno ristrutturato la propria casa” sono le loro parole. Silvano Tartarini consegna, ai margini del convegno le “foto” provanti il successo del progetto al funzionario della Regione Toscana Giovanni Lattarulo.

Firenze 21 settembre 2012 - convegno rom organizzato dalla Regione Toscana
Il Vice Prefetto del Ministero Integrazione e Cooperazione Internazionale
Angelo Carbone e Nanu Ghiocel rappresentante delle famiglie Rom
di Firenze in Piazza Santissima Annunziata ascoltano le relazioni
della Cabina di regia rom della Regione Toscana


La realtà è invece completamente diverse da quella presentata al Vice Prefetto Angelo Carbone. In Romania a Gruia si è consolidata, nei mesi, la TRUFFA LEGALIZZATA denunciata dallo scrivente alla Magistratura dal 2 luglio 2012 attraverso numerosi esposti. Nel mentre i responsabili della DEPORTAZIONE ETNICA tessevano le lodi alla loro azione le famiglie Rom di Gruia hanno iniziato a tornare a Seravezza spinte da necessità primarie: i bambini hanno fame, l’azienda agricola non produce nessuna ricchezza, le case non sono state restaurate 
( tranne tre camere), non c’è corrente elettrica.

I primi cittadini europei di etnia Rom a rientrare a Seravezza sono Elisabetta Raducan (Barca) insieme ad alcuni familiari e Lola insediatasi a Pietrasanta. In particolare è Elisabetta Barca a presentarsi ai Carabinieri di Querceta (Lu) con la volontà di protocollare denuncia per i torti e la truffa subita. I responsabili dell’Associazione Onlus Berretti Bianchi invece di difendere le esigenze primarie di donne e bambini attaccano pubblicamente l’Associazione Nazione Rom e la società civile rom di Gruia attraverso lettere diffamatorie inviate alle istituzioni in data 9 ottobre 2012. (allegato 4)


Elena Raducan e la sua famiglia
rimpatriati in Romania e tornati in Toscana

Altri cittadini rom, intere famiglie tornano a Seravezza nel corso degli ultimi cinque giorni. Adrian Iancu con moglie e tre piccoli bambini sono costretti a sistemarsi sotto un ponte accanto alla Stazione ferroviaria di Querceta/Forte dei Marmi. Contattano Silvano Tartarini chiedendo un aiuto., una roulotte dove vivere. La risposta del responsabile politico dei Berretti Bianchi è: “non ho più soldi, non posso fare niente per voi”

Adrian Iancu contatta l’Associazione Nazione Rom denunciando la truffa subita da parte della Regione Toscana, Comune di Seravezza ed Associazione Onlus Berretti Bianchi. 

Seravezza (Lu) 9 ottobre 2012
Adrian Iancu ed i suoi bambini
dormono sotto i ponti di Seravezza


Domenica 7 ottobre la famiglia supportata dallo scrivente si reca nella Chiesa di Sant’Antonio a Ripa – una frazione di Seravezza. Con la musica suonata da una chitarra si chiede solidarietà ai fedeli accorsi per la messa celebrata da Don Roberto. La risposta dei fedeli è quella della solidarietà. Don Roberto si mette a disposizione e contatta il Responsabile della Caritas di Pisa ed il Vescovo della diocesi. La richiesta è quella di poter avere una camera per non far dormire i bambini sotto il ponte.

Seravezza (Lu) 7 ottobre 2012
la famiglia di Adrain Iancu si rivolge
alla Chiesa di Sant'Antonio a Ripa
Comune di Seravezza

La mattina del 9 ottobre, l’intero nucleo familiare si reca insieme allo scrivente nel Comune di Seravezza dove viene richiesto un appuntamento urgente con il Sindaco Ettore Neri. Nel mentre si attendeva una risposta è apparso al primo piano il Sindaco di Seravezza che sollecitato dallo scrivente ad occuparsi del nucleo familiare rispondeva: “ci sono tanti bambini che sono poveri. A me di loro non frega niente” ed allontanandosi aggiungeva “non mi rompere i ciglioni”. Le frasi venivano dette di fronte allo scrivente,ai genitori dei bambini ed ai bambini stessi.

La responsabile delle Politiche Sociali del Comune di Seravezza si trovava a soli cinque metri dal luogo dove avveniva l’ennesima discriminazione razziale, un abuso dei più elementari diritti umani. Tre piccoli bambini dormono al freddo, sotto l’acqua ed il Sindaco esprime il concetto di mussoliniana memoria: “Non mi frega niente”. Alessandra Foffa veniva sollecitata ad intervenire ma questa affermava: “chiamate Silvano Tartarini”

Sconcertati da un atteggiamento del più elementare disprezzo dei diritti umani l’intero nucleo si allontanava dal Comune e si dirigeva alla Stazione dei Carabinieri di Querceta, dove Andrian Incu esplicitava al Brigadiere di turno di voler precedere a denuncia verso Silvano Tartarini. Il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Querceta contattava quindi il Comando della Stazione dei Carabinieri di Viareggio, titolare delle indagini che la Procura di Lucca sta conducendo sugli abusi in atto da mesi sul territorio della Versilia.

Nella sala di attesa lo scrivente contattava quindi l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – UNAR riferendo ogni singolo dettagli agli abusi e discriminazioni in corso. E’ lo stesso Adrian Incu a parlare telefonicamente con UNAR e denunciare gli abusi subiti.

Usciti dalla Stazione dei Carabinieri di Querceta l’intero nucleo tornava sotto il Ponte di Seravezza. Altre famiglie nel frattempo giunte da Gruia – Romania denunciavo allo scrivente di aver subito una truffa. Erano partite per Gruia convinti che avrebbe realmente trovato un progetto di accoglienza. Le loro case non sono state restaurate, non c’è niente da mangiare, il freddo intenso è già arrivato in Romania. 

Con le lacrime negli occhi, la disperazione e la rabbia di chi è stato letteralmente deportato ed ingannato il cittadino Rom Nicolae Pavel e sua moglie Elisabetta Pavel mostrano le foto della loro umile casa di Gruia: “il tetto sta crollando” aggiungendo “in Romania è freddo, non c’è da mangiare”.

Nicolae Pavel e sua moglie Elisabetta mostrano le foto 
della loro casa a Gruia in Romania. Vittime del progetto
di "rimpatri assistito" varato dalla Cabina di regia rom 
della Regione Toscana chiedono una casa ed un lavoro

Accanto a lui un'altra tenda dove vive il nipote. Nico Dumitru abita in questa tenda insieme a sua moglie Anita. Lei è incinta di un bambino. A distanza di soli due mesi e mezzo le famiglie Rom sono costrette a vivere sotto i ponti di Seravezza.

Sono decine i cittadini rom di Gruia tornati a Seravezza ed in Versilia vittime di un “progetto di rimpatrio assistito” che si è rilevato nella sua cruda realtà. L’unico obiettivo perseguito dalle amministrazioni locali è stato quello di allontanare quanti più famiglie rom dal territorio. Un progetto di DEPORTAZIONE.


Nico e sua moglie Aremia vivono di nuovo sotto i ponti del Comune di Seravezza
Aremia è incinta ed aspetta un bambino. Dove sono i diritti umani in Toscana?


Le altre famiglie Rom che vivevano nel territorio sono state dislocate nei Comuni di Forte dei Marmi (SP 54), Pietrasanta, Seravezza, Ponte a Stazzema. Per nessuna di loro è stato offerto una accoglienza rispettosa delle direttive governative ed europee. Non c’è acqua, ne luce, ne servizi igienici.

Comune di Forte dei Marmi - Strada provinciale 45
Le famiglie Rom vivono sulla strada senza acqua
luce e servizi igienici. Questa è la l'accoglienza della
Regione Toscana e della Versilia?

Nel territorio stanno rinascendo dei campi formati da tende e baracche. Le condizioni di vita sono assolutamente precarie. I topi continuano ad assaltare donne e bambini.


Versilia Storica - baracche, tende e topi
i diritti umani sono violati nella Regione Toscana

L’ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM ha aderito ufficialmente alla STRATEGIA di INCLUSIONE per la COMUNITA’ Rom varata dal Governo Italiano  il 29 febbraio 2012 attraverso un proprio documento ed uno STATUTO nel quale si fondano i cardini per la nascita di CONSIGLI NAZIONALI - Regionali e Locali – ROM creando i presupposti per lo sviluppo di un DIALOGO tra PARI come previsto dall’accordo quadro n. 173 del 5 aprile 2011. e ribadito nella comunicazione della COMMISSIONE EUROPEA il 24 ottobre 2011 con protocollo JUST/D4 IN/st/ Ares (2011) 1133029.

Su incarico della Commissione Europea e della FRA – European Union Agency for Fundamental Rigth abbiamo realizzato nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre 2011 una indagine qualitativa sulla condizione di vita della popolazione Rom in tutta la Toscana. All’interno delle riunioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa svoltesi in Toscana abbiamo invitato le SS.LL a tavoli di confronto ed elaborazione di una strategia di inclusione. Il monitoraggio delle condizioni di vita della Popolazione Rom presente in Toscana è costante. Quotidianamente vengono inviati Report al Governo Italiano, Unar, Commissione Europea contro il razzismo e l’Intolleranza – ECRI, Consiglio d’Europa.

Ricordando che in base alla normativa vigente i Sindaci sono responsabili della vita dei cittadini nei territori da loro amministrati. 
 
Tutto quanto sopra premesso e considerato, lo scrivente dichiara di proporre

denuncia  querela


nei confronti di tutti coloro che saranno individuati ed identificati dalla S.V. Illustrissima, per tutti quei fatti di rilevanza penale che la S.V. dovesse ravvisare nei fatti di cui in narrativa, per i quali essa fosse condizione necessaria per la procedibilità, così manifestando la propria volontà perché si proceda penalmente nei confronti dei suddetti così come individuati ed identificati.

Faccio sin da ora espressa riserva di costituirsi parte civile per le restituzioni ed il risarcimento dei danni nel procedimento penale che la S.V. illustrissima dovesse ritenere di instaurare, nominando quale proprio difensore, ai sensi dell’art. 101 c.p.p. l’Avv. Gianni Mannucci del Foro di Firenze, con studio in Firenze, Via Stradivari nr. 23, presso il quale eleggo domicilio.

Ai sensi dell’art. 408 c.p.p. chiedo di essere informato di un’eventuale richiesta di archiviazione, anche parziale, nonché dell’eventuale proroga del termine di indagine ex art. 406 c.p.p.

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 459, comma primo, c.p.p., formulo sin da ora opposizione all’eventuale definizione del procedimento con decreto penale di condanna.

Sono a completa disposizione dell’Autorità inquirente per fornire ulteriori riscontri a quanto denunciato riservandomi la produzione di ulteriore documentazione.



Con osservanza.

Marcello Zuinisi
Educatore Professionale
Legale rappresentante Associazione Nazione Rom
Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms)
Tel: +39 320 9489950  +39 3281962409



Si allega in copia

Allegato 1
Circolare 15 giugno 2012, il Ministro dell’Integrazione e Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi, titolare del Dicastero ha inviato, con protocollo MCII 0001995 – comunicato stampa Associazione Nazione Rom 22 giugno 2012

Allegato 2
Esplulsione  (e relative notifiche) del cittadino Adrian Iancu – Prefettura di Lucca

Allegato 2
a) estratto del verbale seduta Regione Toscana del 18.06-2012 delibera 544
b) allegato a delibera 544 del 18.06.2012

Allegato 3
Denuncia per minacce di morte subite da Marcello Zuinisi – Carabinieri di Latina 1 ottobre 2011
Denuncia per discriminazioni razziali subite da Marcello Zuinisi – Questura di Massa  2 ottobre 2011

Allegato 4
Lettera inviata alle istituzioni di Silvano Tartarini ed Avv. Massimo Focacci

Allegato 5
Fotografie delle famiglie Rom tornate in Versilia dalla citta di Gruia in Romania



Associazione Nazione Rom
Via Ricortola 166, Marina di Massa (Ms)
Tel: +39 320 9489950  +39 3281962409